A MIA MADRE

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Antonello da Messina, L' Annunciata 1476

(Antonello da Messina, L’ Annunciata 1476)

Ti penso come eri, giovane

nel tuo antico splendore:

alta e pensosa, per la mano rechi

quel figlio che ti ha attesa tanto;

le tue vesti volano senza vento

nel sentiero che percorri sicura.

Hai deposto i giorni del tuo sudario,

il lamento indistinto del passaggio,

di un addio sofferto ed infinito.

Non sono qui solo per il rimpianto

della vita che hai dato come voto;

ti penso con nostalgia del tuo non esserci.

Una gentile voce di preghiera

ha scelto il luogo in cui pietosa,

aspettandomi, mi trarrai a te

nel gesto di un amore che ritorna.

© Marisa Cossu

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  1. Bella, bella bella, ma l’immagine che mi ha colpita di più è di quel figlio che ti ha tanto attesa: è la prima volta che la vedo da questa prospettiva, del figlio che aspetta la madre ❤

    • Sai ,parlo di un bambino perduto all’età di dieci anni. Così è la vita e sono trascorsi molti anni ;ma non dobbiamo piangerci addosso. La poesia ci da modo di esprimere semplicemente anche il dolore. Un abbraccio. Marisa

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