L’ orologio di Dalì

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orologio[1]

L’ orologio del pittore

batte ore distorte,

archi di un giorno

che rallenta i passi e poi riprende,

con curvilinea forza,

la discesa.

Anche i ricordi seguono le anse

dei confini del tempo

e segnano i minuti  del respiro.

Il cuore, fragile orologio,

canta la sua deformità,

l’ esserci e il non restare,

battere e non sentire,

correre senza muoversi.

L’ ondivago padrone della mente

scandisce ogni momento

dell’ anima in cammino

nel cielo ch’ è misura delle cose.

Posso sognare un tempo

modellato con le mie mani,

immagine di come lo vorrei,

libero, eterno, umanizzato,

morbido e pieghevole

agli affanni e al dolore.

Mi consola un’ idea

duttile, empatica

della veloce corsa della vita.

Amo le ore

dell’ infinita topologia

in cui l’ inconoscibile si flette,

mutevole e gentile, all’ esistente.

Su quella linea vivo

ondeggiante ed incerto equilibrista.

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Informazioni su Marisa Cossu

Sono una poetessa, scrittrice e pittrice, amante della letteratura, della musica e dell'arte. Per molti anni ho esercitato la professione di docente MIUR e psicopedagogista. Mi dedico a studi filosofici, psicologici e sociologici. Ho pubblicato diversi libri di poesia, saggistica e narrativa.

»

  1. L’ho trovato!
    Hai ragione ,esprime lo stesso concetto con bei versi!
    Questi orologi di Dalì hanno sempre avuto un fascino molto forte su di me ! Sono strani e belli allo stesso tempo.
    Buona domenica
    liù

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