Archivi giornalieri: agosto 22, 2014

LE EMOZIONI, queste sconosciute.

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Umberto Boccioni, Stati d' animo : gli addii 1912

Umberto Boccioni, Stati d’ animo : gli addii 1912

Nell’ apparente caos del dipinto l’ artista ci propone l’immagine e l’ idea del nostro animo in preda allo sconvolgimento delle emozioni: un addio sommuove e pervade il corpo e la psiche di chi si lascia per sempre, turbando profondamente un preesistente equilibrio affettivo. Tutti parliamo di emozioni ma non ci siamo mai chiesti che cosa esse siano, quale sia la loro funzione, come ne percepiamo i sintomi e come li dominiamo o li accettiamo.

In qualche modo sappiamo che soltanto un impegno interiore e consapevole può restituirci le emozioni in forma positiva.

Nel quadro leggiamo, attraverso forme , linee, colori un insieme di emozioni di dolore, sgomento, perdita, incertezza e abbandono,  il pensiero del pittore che, dipingendo simbolicamente l’ agitazione interiore, ne prova gli effetti sul suo stesso animo, ne sente  la voce e la esprime con forte con empatia.

Noi poeti ed artisti viviamo di emozioni perché esse sferzano l’ immaginazione, la creatività, il godimento estetico ed il gusto di trasmettere ad altri il nostro senso del mondo. Molti dicono che gli artisti soffrano di tristezza e malinconia o addirittura di distonie affettive e comunicative; insomma la figura dell’ artista maledetto non si è del tutto estinta nell’ immaginario collettivo.

Ma che cos’ è questa particolarità dell’ artista che commuove, eccita, lenisce, impaurisce; cos’è l’emozione che gli consente di sprofondare nell’ universo per poi elevarsi oltre i comuni linguaggi, provato , ma consapevole…Perché le emozioni sono per noi necessarie come l’ aria che respiriamo?

Il potere del nostro “sentire” si presenta continuamente nel rapporto tra la percezione dell’ ambiente esterno e la risposta soggettiva a stimoli di varia natura. L’ affettività permea tutte le funzioni psichiche: gli studiosi definiscono l’ affettività come la capacità o disponibilità individuale di rispondere con modificazioni soggettive a pensieri o eventi della realtà esterna o interna; siamo quindi nel campo delle risposte emotive generate dai fatti che si manifestano e si attuano dentro e fuori di noi.

La nostra vita è un fluire continuo di emozioni e noi siamo sempre “affettuati” emotivamente e il nostro stato affettivo influenza le attività attentive, di pensiero, di apprendimento, di lavoro e di relazione: tutta la sfera sociale è interessata dalle emozioni in termini di sentimento, affetto o emozione, umore , e non si tratta di sinonimi, in quanto l’ emozione è un mutamento istantaneo dello stato d’ animo, una risposta immediata, mentre i sentimenti sono stati più durevoli e stabili che fanno parte del quadro generale dell’ individuo.

L’ umore invece è la coloritura affettiva della vita psichica della persona nell’ arco di un lungo periodo nel quale possono cambiare le emozioni. Le emozioni colorano la nostra esistenza e il nostro ingegno, sono quindi necessarie agli artisti come a qualsiasi altro individuo, non se ne può fare a meno…dobbiamo solo imparare a riconoscerle volgendole al bene nostro ed altrui, limando le reazioni spropositate con razionalità e pazienza. Tutto ciò può essere coltivato ed appreso in contesti di vita adeguati nell’ ambito di una “ecologia psichica” ottenuta mediante un’ educazione equilibrata.

Per tutte queste osservazioni, non rimane che coltivare e promuovere fin dalla culla e già nel ventre materno, l’ educazione dei sentimenti, l’ equilibrio dell’ affettività, il controllo degli impulsi e degli eccessi, l’ autocontrollo e la capacità di fermarsi a riflettere sulle nostre risposte affettive. Non vi sono poeti maledetti ma, talvolta, persone disturbate.

MIA SETE

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dechirico2[1] ( G. De Chirico, Cavalli in riva al mare )

Non venne la pioggia

sui campi assetati dell’estate meridionale

e inutilmente volarono bassi gli uccelli

dal mare alla palude all’apparire di fatue nuvole.

Io siedo disidratata sul poggio della mia casa

e non ha voce di sorgente un antico vento;

tace l’ aria svuotata dal silenzio.

Scalpitano i cavalli dalle lunghe criniere

alla foce dell’ esigua sorgente presso il mare

tra salici piangenti e fiori d’ acqua.

E tu non tornerai  dalle rotonde pietre

dove cercasti l’ acqua per il nostro amore,

i vegetali capelli posati sull’ intrigo delle lumache.

Chi ci rubò l’ amore, dove nascose l’acqua

che ravviva e bagna il tempo;

dove portò il tuo cuore per cercarla,

forse lontano, troppo per ritornare.

© Marisa Cossu (La Vita Bella, pensieri e parole, BookSprint edizioni)