MIA SETE

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dechirico2[1] ( G. De Chirico, Cavalli in riva al mare )

Non venne la pioggia

sui campi assetati dell’estate meridionale

e inutilmente volarono bassi gli uccelli

dal mare alla palude all’apparire di fatue nuvole.

Io siedo disidratata sul poggio della mia casa

e non ha voce di sorgente un antico vento;

tace l’ aria svuotata dal silenzio.

Scalpitano i cavalli dalle lunghe criniere

alla foce dell’ esigua sorgente presso il mare

tra salici piangenti e fiori d’ acqua.

E tu non tornerai  dalle rotonde pietre

dove cercasti l’ acqua per il nostro amore,

i vegetali capelli posati sull’ intrigo delle lumache.

Chi ci rubò l’ amore, dove nascose l’acqua

che ravviva e bagna il tempo;

dove portò il tuo cuore per cercarla,

forse lontano, troppo per ritornare.

© Marisa Cossu (La Vita Bella, pensieri e parole, BookSprint edizioni)

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  1. E’ la prima volta che ti leggo Marisa, vedo che abbiamo interessi comuni, quello della scrittura.
    Ho gradito molto i tuoi versi!..
    dove portò il tuo cuore

    per cercarla, forse lontano,

    troppo per tornare…
    Buona vita!
    Dora

  2. L’accostamento tra la sete atavica del meridione e i cavalli assetati che cercano di dissetarsi in un punto dove mare e fiume si congiungono è veramente forte e intensa. Appare come la nostra sete del sapere che attinge anche da calici amari.
    Complimenti
    Un abbraccio

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