Archivio mensile:ottobre 2014

Memoria

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640px-Giotto_-_Scrovegni_-_-36-_-_Lamentation_(The_Mourning_of_Christ)[1] Giotto, Compianto sul Cristo Morto, affresco

Cappella degli Scrovegni, 1303-1305

Qui mi confronto

con il granito,

custode della morte;

al suo volto di pietra

congiungo la mia immagine

nel profondo silenzio

in cui scava la fredda realtà

che sottrae all’ anima

la musica e la luce

e le conserva

in un giorno d’ autunno,

nella pioggia di fiori

caduta sul ricordo.

Fingo che sia vita

anche questo mistero

che allunga la sua ombra

sulla fine del tempo.

Marisa Cossu

Adesso andiamo…

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images[1] (5) Taranto, fiume Galeso

Adesso andiamo, mia voce,

presso il Galeso

tra le segrete rive dove scende il salice

tra foglie leggere, ora sparse tra rovi

in un angolo di estraneità,

a guardare l’ antico fiume

cantato dai poeti,

che scivola nel mare

sgorgato da una roccia glabra.

E’ tempo di creare un nuovo canto,

come l’ acqua venuto

da un sommerso mistero,

dall’ emozione azzurra palesata

in un tratto di cielo all’ improvviso.

 

” Quell’ angolo di mondo a me più di ogni altro sorride ”

Orazio

Citazione

Ripropongo questa riflessione sulla bellezza per compendiare alcune idee fondamentali.

Marisa Cossu

” LA BELLEZZA ABITA DA SEMPRE NEL CERVELLO” ( J. Pierre Changeux, L’ uomo neuronale.)

La bellezza è nel rapporto tra la regola e l’ emozione…Cosi sintetizzo quanto sostiene il maestro delle neuroscienze già citato. L’ opera d’ arte è ri-conoscibile perché l’ artista è penetrato nel segreto dell’ empatia, tra ragione ed emozione. La scoperta della bellezza è una forma di comunicazione ” intersoggettiva” tra gli attori del fatto estetico. L’ empatia si verifica anche nell’ arte astratta, infatti Picasso, Pollock ed altri  grandi pittori astrattisti, suscitano emozioni e condivisione in una vasta comunità. Ritengo che ciò accada anche in tutte le altre espressioni estetiche: il senso del bello, come criterio costante di valutazione di un prodotto d’ arte, è in tutti noi , nella mente e nella sensibilità di ciascuno.

Marisa Cossu

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Bellezza

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Lucas_Cranach_Cupido%20e%20Venere[1]                                  Raffaello%20S.Caterina[1]

Lucas Cranach, Cupido e Venere 1530                             Raffaello, S. Caterina D’ Alessandria 1508

 

renoir45[1]Renoir, Girl Braiding  1885

” L’ Arte è amore rivestito di bellezza”( G. Segantini )

” Per dipingere una bella donna, avrei dovuto vedere diverse belle donne…ma poiché se ne vedono così poche…faccio uso di una certa idea che mi viene in mente” ( Raffaello )

 

BELLEZZA

finzione e verità

forma desiderata dalla mente

luce e dubbio nel kosmos di se stessi

IMMAGINE

presenza ed ombra

anelito fuggito dal pensiero

ricerca di valore in ogni essere

VISIONE

miraggio e realtà

salvifico messaggio di speranza

astrazione dal mondo e  pura essenza

FIDUCIA

senza un volto

senza segno dentro e fuori di me.

Così lascio i miei sogni e inseguo la tua voce

che chiama  dagli strati profondi del passato.

 

 

 

UN GIORNO

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images[1] (4) Andrew Wyeth, Christinia’s World   1948

Un giorno me ne andrò

per un velato mistero

dove nessuno senta la mia nostalgia,

ogni parola  aspra sia già detta,

ogni lago di lacrime svuotato,

ogni vuoto colmato da presenze

di vero unico amore.

Porterò nella ripida salita

tutto ciò che ho incontrato

sui gradini di paesi e città,

nelle  mani monete,

così che l’oro della terra

si congiunga al sale

delle profondità marine.

Sarà lontana l’ eco del tuo nome

sopita in cunicoli di neve

e strade d’ erba, fino all’ alta cima.

Con me vengono i colori mutevoli

di tutte stagioni,

il suono delle parole,

la forma delle cose,

il canto di un poeta,

un foglio d’ aria e una piuma

per scrivere un diario, chissà dove,

forse in un cono d’ ombra

che m’ inquieta

per il suo vasto spazio

segreto e impenetrabile

in cui deporre il peso della vita.

Marisa Cossu

“LA VITA BELLA, pensieri e parole” BookSprint Edizioni

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Ripropongo il post fiduciosa nella vostra attenzione. Grazie. Marisa Cossu

Marisa Cossu

Un libro di pesie che riflette e fa riflettere sulla vita e sulla umana visione del mondo.

Cari amici del blog, sono qui a ripresentarvi il mio libro e a sottoporlo ad una vostra eventuale graditissima votazione per il concorso letterario “Casa Sanremo Writers” organizzato dalla mia Casa Editrice. So di chiedere un sacrificio, ma mi sono domandata se voi non siate la platea più vicina a me in questo momento. Così ho deciso, e spero che non vi dispiaccia. Vi regalerò una poesia ad hoc. Intanto ringrazio tutti per l’ attenzione.

Marisa Cossu

Per votare: CLIC SULLA COPERTINA DELL’ EBOOK AL LATO DEL POST
oppure:

BookSprint Edizioni La Vita bella, pensieri e parole

autore: Marisa Cossu

genere: Poesia

clic copertina libro

vota seguendo le procedure.

Quante cose vi faccio fare… ma mi farò perdonare. Un saluto. Marisa Cossu

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La casa rosa

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imagesF0BBC44N( Joan Mirò, Costellazioni)

 

Vedi la casa rosa sugli scogli

presso la riva scura battuta dalle onde,

è simile a una nave con i segnali

accesi di una rossa fiamma,

dalle finestre aperte

nel notturno trascorrere dell’ aria

umida e calda della sera estiva.

Accendi un fuoco tra le rocce nere

penetrate dal mare dove lascia un ricamo,

un merletto di sale,

negli anfratti sabbiosi e si ritrae

per bagnare altre sponde…

Trema ancora quel fuoco nel ricordo,

le stagioni si sciolgono nel tempo:

tu sosti tra le alghe

ammassate dal soffio del maestrale

nelle concave anse;

io sono qui com’ ero

e tu mi cingi tenero la vita;

con lo sguardo seguiamo affascinati

il leggero vascello

partito senza noi verso la luna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sera d’ottobre

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aerea[1]Taranto, Isola e ponte girevole.

 

Mite sera d’ ottobre,in te discendo

con l’ ultimo bagliore di sole

nel violaceo orizzonte

e ammiro la nascente luna e la sua stella

affacciate sulle bianche terrazze

della città marina.

Qualcuno è entrato prima di te

negli antichi palazzi di carpora e tufo

a spogliare la vita

nelle viuzze dell’ Isola,

nelle case dagli occhi spalancati,

nei portoni dimenticati

abbandonati al tempo,

che tu ricopri con amorosa cura

col perlaceo mantello.

In te mi perdo e seguo il segno

di un vicolo di antica pietra

dove un lampione

se ne sta in disparte nell’ odore del mare

e mi accompagna nella notte

annunciata dall’ umido scirocco

che sa di sale e di uccelli marini.

Forse è il presagio di un inverno

privo d’ alberi e foglie, senza rifugio

per incontrare in sogno un’ emozione

di smaglianti colori.

Sono lontani gli alberi che costeggiando il mare

s’ infittiscono in pinete piene di suoni

dove le canne ondeggiano al soffio della brezza.

Ora mi parli dell’ inverno e mi mostri i suoi segni

da te ancora addolciti, e mi trattieni

sull’ umido selciato di un deserto molo

dove anch’ io sia preda dei gabbiani

che sorvolano il porto tra alte grida.

POETI e PITTORI

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Marisa Cossu

apollinaire004[1]corrado-govoni-il-palombaro[1]govoni_autoritratto[1]

Mi piace pensare che la Pittura e la Poesia  possano incontrarsi e contaminarsi nella ricerca mentale-interiore dell’ artista e che si realizzino intenzionalmente in moduli espressivi significativi della totalità del messaggio che il pittore o il poeta vuol comunicare.

Le immagini reperite nel Webb ( sono tra le più note ), mostrano i risultati esemplificativi di tali attività creative che trovo affascinanti: l’ autoritratto del poeta C. Govoni, il Palombaro dello stesso autore, il calligramma” La colomba” di G. Apollinaire. ..e  potrei continuare con Magritte ( la sua famosa pipa sottolineata dalla famosa frase ) e portare ad esempio opere della tradizione classica. Spesso l’ immagine viene rappresentata con il disegno delle parole o viceversa per dare forza e intensità al contenuto.

Propongo queste riflessioni per rispondere ai tanti commenti sulla forma della scrittura di alcune mie poesie facenti parte di una piccola raccolta che sto postando sul blog, naturalmente nel mio piccolo e senza alcuna…

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POESIA

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Marisa Cossu

3_oreste-solitario[1]  ( G. De Chirico, Il poeta )

Ti chiamo dalla mia scrivania,

dai fiori appassiti da tante stagioni

dal libro dei ricordi, dalla mia solitudine;

ti cerco, nella nostalgia del futuro,

nel foglio bianco

su cui incido il tuo nome,

nell’ idea viva dei desideri,

nella  bruciante fiamma

d’ amore ed odio,

nell’ estraneità del mio essere

pensante e vago

amante dei colori, della musica,

del silente suono della tua armonia.

Ancora ti invoco

nell’ incantesimo delle creature

che appaiono e scompaiono

tra le quinte del tempo

nel ritmico scandire delle ore.

E in te risiedo, culla del mio sentire,

sospesa nell’ incerto mistero della vita,

perché tocchi con dolce  nostalgia

il dolore che opprime l’ universo.

Mostrami la tua isola

perduta un tempo

tra caduchi sogni,

trattienimi nel luogo più segreto

dove i poeti attendono il tuo volto.

 

 

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