la campana sepolta

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El_sueño_de_la_razón_produce_monstruos[1]

Francisco Goya, Il sonno della ragione genera mostri, 1791

La campana sepolta  nella terra,

mi ha chiamata da un tempo indefinito

in un angolo d’erba umida e verde

e mi scuote dal sonno e dal torpore

perch’ io canti e raccolga il dolore

in un rifugio di parole antiche,

sola a me stessa, invisibile agli altri.

Ora mi toglie il tempo ogni bellezza

e mi sospinge al centro del rumore

nella memoria di infinite vite e delle morti

che da sempre si alternano nel mondo.

Non vorrei più contare le ferite

rosse e dolenti aperte nelle carni

dei deboli e dei vinti, delle ombre

vaganti per questa strada impervia;

non vorrei più ascoltare fossili grida

confuse con la terra, ignorate ed escluse

da una luce effimera di gloria,

se non fosse per quel sommerso suono

che ci chiama dal sonno della mente.

Dalla pietraia immemore dell’anima

la campana già suona, batte alla porta

con i rintocchi della ragione persa.

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