PAROLA

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apollinaire004[1]

G. Apollinaire, La colomba

Si è levata la parola

dal mio centro pensoso

come acqua zampillante

al canto dell’ allodola;

ha tolto la tristezza,

ha lenito il dolore,

è salita dal buio dell’ anima

in un volo d’ uccello leggero

fremente e vago.

Dove andrà, dove poserà

le ali di malinconia,

dove guiderà il mio cuore

dubbioso e tremulo

avvolto in fasce di ricordi…

La parola è nata come luce

nel buio del silenzio,

dai pensieri della notte

dal pensiero del giorno

dal pensiero del tempo

che scorre per i secoli

e scava nel sentire

dell’ immenso universo.

E sarà pioggia, neve, vita, morte,

fiore, primo bacio d’ amore,

nostalgia dell’ ignoto

che abbraccia gli elementi

e sfugge ad uno spazio esiguo.

Dove riposerà la parola,

la libera emozione,

la tenera colomba dell’ aurora,

bianco astro di novilunio,

se non nel segno di un arcobaleno

dipinto nell’ azzurro

dalla furia del temporale.

Lasciatela così nella bellezza,

nella breve fuggevole illusione

dell’ armonico arco di colore.

©Marisa Cossu

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