Ci sorprende…

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Frida Kahalo, Le due Frida   1936

Frida Kahalo, Le due Frida 1936

Ci sorprende talvolta un male oscuro,

la paura di vivere morendo

in una solitudine voluta,

impotenti e reclusi prigionieri,

sconosciuti a noi stessi,invisibili agli altri

che ci sfiorano in fretta indifferenti,

ciascuno nel suo guscio di presenza

nel banale recinto del suo Io.

Siamo ombre tra le quinte del tempo

trasparenti comparse, soffio donato

per un solo istante e svanito nel nulla.

Mi chiedo allora quale sia l’ appiglio

per l’ anima confusa e balbettante,

quali radici aggancino la frana

della nostra fuggevole presenza,

quale bellezza si mostrerà alla fine

con un volto di luce e di speranza

mentre arriva la sera e si distende

sulle ferite aperte dalla vita.

Eppure osiamo tendere ad un faro

acceso da una mano sconosciuta,

per aggrapparci al sogno del domani.

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    • Il viaggio non è un unicum: si frammenta in tutti gli attimi che viviamo. Spesso abbiamo bisogno di non perdere di vista una luce che sembra spenta ed è solo invisibile a noi in quel momento. Grazie per il commento e un caro saluto. Marisa

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