Ansia e malessere sociale

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Scrivo alcune riflessioni sull’ ansia generata dal diffuso malessere sociale e mi chiedo quali siano le cause e i fattori di questa situazione emotiva che alberga ormai in vaste zone della società.

Prevalgono sentimenti di paura nell’ immaginare il futuro, di preoccupazione per il presente incerto e problematico, di disincanto per un mondo che si ritiene ormai perduto e in cui erano state fino ad ora riposte le nostre sia pur limitate certezze; si manifestano resistenze a passare dalle piccole e grandi sicurezze del passato al mondo attuale caratterizzato da molti rischi, dalla perdita dei valori tradizionali e dalla generalizzata percezione della precarietà in tutti i campi della vita.

La ” società liquida ” consente incontri fuggevoli e virtuali senza punti di riferimento certi e promuove una enorme quantità di informazioni, spesso contraddittorie, riversate attraverso tecnologie sempre più efficaci e raffinate, su una enorme massa di individui, nuovi Argonauti della comunicazione; qui imperano caste e poteri semi-occulti che esercitano la loro subliminale presenza sulle scelte e gli orientamenti degli individui e dei gruppi.

Di fronte a un lavoro che non c’ è, e che si è modificato con i mutamenti sociali; a un sistema formativo non al passo dei tempi e privo di collegamenti con la realtà  produttiva; ad una violenza ed intolleranza le cui ragioni poggiano sul malaffare e la corruzione, l’ individuo ripiega nella frustrazione e nel pessimismo e non sa come uscirne.

Enorme è la difficoltà ad entrare in un nuovo assetto culturale e sociale in assenza di fiducia e speranza nelle capacità proprie e delle classi dirigenti, che, peraltro, hanno dato pessima prova di sé per un tempo insopportabilmente lungo.

Siamo anche noi, in “un luogo di mezzo” in cui si accentuano il malessere e il disorientamento dell’ uomo chiamato ad esprimersi come individuo e come società: in questo cuneo l’ individuo cerca di diventare ” persona “, di farsi voce e suono per realizzarsi, malgrado tutto, come valore sussistente.

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  1. L’Italia è passata da una società rurale, agricola a una società industriale in breve tempo, i soldi hanno iniziato a girare vertiginosamente, chi è riuscito ad imporsi rimane ancora oggi caposaldo di questa nostra terra; storicamnte deriviamo da imperatori, sovrani stranieri, re che hanno dato spazio zero al popolo, lo hanno sempre annientato; politicamnte abbiamo matrice nei Vicerè…tutto ciò non ha insegnato niente, ha continuato a covare negli anni, e noi scaldati dal sole mediterraneo e da una terra stupenda abbiamo bivaccato e ora non sappiamo più chi siamo, l’identità la stiamo perdendo con la sciocca storia di essere un popolo civile, aperto, accogliente. Barzellette che hanno portato al luogo di mezzo e che ci stà affamando.
    Drastica? Assurda? Forse lo sono, ma ormai è ciò che penso di questa meravigliosa Italia, che amo tanto ma che sono pronta a lasciare.

  2. Le persone non vedono molte prospettive nei giorni a venire, questo non fa che aumentare l’ansia e il malessere. Molti hanno perso il lavoro, molti non riescono a trovarlo e devono continuare a pesare sulle spalle di genitori che hanno pensioni piccolissime e non è certamente piacevole.
    Basta guardarsi intorno e non si vede altro che violenza, cose veramente assurde che mai e poi mai ci si sarebbe immaginati. Di notizie buone non se ne sentono, invece di sistemare la situazione i nostri cari dirigenti non fanno altro che darsi mazzate a vicenda e tutto continua a stagnare con la conseguenza che peggiora continuamente tutto. In questa maniera non si ha più fiducia in niente e si vede tutto nero. Eppure c’è chi continua ad andare avanti con la grande speranza che qualche cosa possa cambiare, in meglio ovviamente, ma credo che siano sempre di meno quelli che ci credono veramente. Mah…. chissà che succederà….

  3. Bisogna avere la forza di andare avanti, anche se e’ difficile per certe persone, credo che come facevano una volta bisogna stare uniti, la famiglia e’ importante, anch’io spero che le cose migliorino, non puo’ continuare cosi’, mio papa’ che ha 84 anni e che osserva, legge, ascolta le notizie mi dice che dopo la tempesta esce sempre il sereno, ed io a lui credo, un abbraccio cara, passa un bel weekend, ❤ hai scritto un bel post!

  4. Quando si vive tanto tempo nel benessere, e tutto che si vuole e facile da avere.. … … … ” e poi le cose cambiano pian piano, ma si fa di tutto per tenere il vechio standart …

    già il dovere ea anche il nostro di insegnare che non si pò avere tutto.. le crisi erano da sempre … i nostri nonni erano capace ado affrontare le cose..

    noi ancora ancora… ma i giovani devano imparare tante cose.. e giunto il tempo di essere esempio e fare quattro passi indietro .. ralentiamo un pò e siamo più uniti..

    e contentiamoci di quello che abbiamo… Pif

  5. Letto le tue parole e condivisibile è l’analisi e le conclusioni che hai scritto.
    Quello che manca alla nostra società “liquida” son gli ideali, quelli che ci hannp ermesso di superare le ristrettezze del dopoguerra, di avviare la rinascita economica degli anni sessanta. Poile nuove generazioni nate da quelle persone che hanno sofferto ristrettezze economiche con la dignità di camminare a testa alta si sono trovate in un mondo dove prevaleva il dio denaro e di conscenza il “tutto subito” senza pensare al domani o all’etica.
    Questo sgretolarsi dei valori sociali, dell’etica, degli ideali sono stati accelerari dalla possibilità di avere denaro in grande quantità attraverso corruzione e malaffare, finendo nel pantano del “virtuale” Ricordo bene quella persona che predicava che saremmo vissuti in um mondo “virtuale” e ha fatto di tutto perché questo si realizzasse.
    Quindi nessun stupore da parte mia se stiamo vivendo in una terra di mezzo, dove chi crede ancora nei valori sociali ed etici, vive nel mondo di fuori (in tutti i sensi) ed è emarginato.
    Il declino di una nazione si misura in questo modo. Roma docet

  6. Hai evidenziato molto bene mia cara Marisa quali sono oggi i problemi che mettono il nostro vivere quotidiano a dura prova. Potrebbe ciò che hai scritto, essere una traccia per l’esame di italiano alla maturità. Sai comunque quello che più m’impressiona oggi, a parte la violenza raccontata ogni giorno, di cui si farebbe volentieri a meno? Il fatto che oggi , in un tempo in cui la comunicazione ha raggiunto livelli impensabili ,dove l’uomo sembra possibilitato ad intrattenere rapporti con chiunque, la solitudine sia invece padrona della vita di molti, troppi. L’uomo si sente sempre più solo e talvolta anche manifestazioni violente, possono essere un voler richiamare l’attenzione su di sè, un cercare aiuto in maniera distorta.Mi auguro che qualcosa cambi in questa società abbandonata a se stessa e che si possano riaffacciare anche quei valori che sono essenziali per poter affrontare con più serenità ciò che la vita ci propone nel bene e nel male. Buona domenica. Isabella

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