Archivio mensile:aprile 2015

La mia sera

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La notte,Operadigitale

La notte, Opera digitale

La mia sera va di strada in strada

con i rumori e i profumi del giorno

già trascorso e la notte attorciglia

stellati rampicanti alla nascente luna,

si adagia sulla terra e sospende la vita

ai sogni che si apprestano nell’ombra

e si svelano bianchi, confusi, vaghi

nel sottosuolo magico del sonno.

Resto nel covo di una finestra aperta

dove anche un gabbiano ha fatto il nido;

ma non dormo, godo la notte tiepida,

penso al domani che ripete il tempo,

al gelsomino che si schiude all’alba.

© Marisa Cossu

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La parte migliore di me

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P. Picasso, Sogno, 1832

P. Picasso, Sogno, 1832

Ecco la parte migliore di me,

l’invisibile particolare io,

celato ai più e forse anche a me stessa;

ecco il nucleo essenziale

stabile microcosmo delle logiche

interne agli opposti pensieri,

un complesso sentire disposto

in trame di oscurità e di luce

nel vuoto di una solitudine

cercata in mari di memoria

tra flussi di segrete passioni

e nuvole di orizzonti perduti;

il meglio di una vita sospesa

tra la piena coscienza di sè

e l’incertezza dell’essere cosa,

una piccola pietra pensante,

la parte migliore di me, bella

nella falce di luna calante,

un mutevole cuore di terra

avvolto nella rosa dei venti

su cui ancora nascono fiori.

Primavera

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Calpestare su un umido fosso

l’erba destata da un obliquo sole

e raccogliere un tenue fiore rosso

cresciuto sotto un cespo di viole;

stringerlo per sentire tra le dita

il manto vellutato delle foglie

poi lasciare che torni alla sua vita

tra le erbe nascenti ancora spoglie;

dischiudere le mani dolcemente

come passero implume preso al nido

e librarlo nel volo lievemente.

La Primavera, come Giovinezza

è un delicato fiore, un uccellino;

svanisce il tempo della sua bellezza.

© Marisa Cossu

Leggi e vivi Tag di 25 domande sui libri

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Ricevo questo interessantissimo tag da lulasognatrice  che ringrazio con affetto  e con grande stima. Il suo blog   merita di essere seguito e conosciuto dagli amici lettori per la sua freschezza, fantasia e per la congruità dei contenuti:

https://liloyblog.wordpress.com

Il 23 Aprile è la giornata mondiale del libro: facciamo in modo da ricordarne il valore anche con queste belle e motivanti iniziative.

Leggi e Vivi Tag di 25 domande sui libri, dedicato ai blogger che amano la lettura e la scrittura, è stato creato dal blog http://raccontidalpassato.wordpress.com

 

Regole:

             – Nominare 5 blog

             – Citare il blog che ha creato il tag

             – Ringraziare il blog che ti ha taggato

             – Avvisare i blog che hai taggato

              -Rispondere alle seguenti domande:

1)- Come scegli i libri da leggere?

-Mi informo sulle novità letterarie o rileggo i grandi scrittori del passato; mi sono accorta di quanti tesori ho letto in modo affrettato e sto cercando di recuperare.Talvolta l’ingresso in libreria prelude ad acquisti emotivi.

2)- Dove compri i libri? Online o in libreria?

– Li compro prevalentemente in libreria, ma non disprezzo la distribuzione on line anche perché io stessa ho pubblicato alcuni e-book scaricabili dalle librerie digitali. Manca ancora la coscienza del cambiamento travolgente della comunicazione al tempo di internet.

3)- Aspetti di finire la lettura di un libro prima di acquistarne un altro, oppure hai una scorta?

– Non sempre.

4)-Di solito quando leggi?

Mi ritaglio i tempi della lettura e scrittura nelle ore in cui la casa è più vuota e silenziosa…sono sempre disponibile .

5)- Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

-No, ma senza dubbio il lettore medio non affronta con facilità un grosso tomo; però spesso ne vale la pena.

6)-Genere preferito?

-Romanzo storico, pedagogia e formazione, psicologia, filosofia, studi sociali, arte e tutti i saggi che affrontino il tema del ruolo e il senso della poesia oggi e nel tempo.

7)-Hai un autore preferito?

-Dovrei elencarne più di uno ed apprezzalo per genere ed epoca. Sto leggendo”I capolavori della poesia italiana dal duecento ai nostri giorni,” E. Mondadori, e sempre della Mondadori, di Salvatore Quasimodo “Ed è subito sera”. Ho letto recentemente di Henry Bergson , che ritengo una delle menti più filosofiche del novecento,” Le due fonti della morale e della religione” edito dalla UTET.

8)- Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Dall’età di cinque anni, quando mio padre mi permise di sfogliare ” I miserabili” di Victor Hugo.

9)- Presti i libri?

-Sono gelosa, ma talvolta li presto sapendo che forse non mi saranno più restituiti.

10)-Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?

-Anche due, ma di genere diverso.

11)- i tuoi amici / famigliari leggono?

-Si molto.

12)- Quanto ci metti a leggere un libro?

-Sono abbastanza veloce per i romanzi, meno per le opere su cui bisogna riflettere e da cui bisogna imparare…un paio di giorni mediamente

13)- Quando vedi una persona che legge ( ad esempio sui mezzi pubblici ) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

– Si sbircio!

14)- Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno soltanto, quale sarebbe?

-La Bibbia

15)- Perché ti piace leggere?

-Il piacere della lettura nasce con l’avvertita necessità della formazione umana ma è anche un piacere che completa la vita ed entra a far parte della tua personalità. Il cervello ha bisogno della lettura per svilupparsi e sviluppare il linguaggio, la comunicazione. Adoro leggere!

16)- Leggi i libri in prestito da amici o dalla biblioteca, o solo libri che possiedi?

Preferibilmente, libri che possiedo, ma non disdegno le biblioteche o i prestiti tra intimi.

17)- Qual è il libro che non sei mai riuscita a finire?

-Sinceramente Umberto Eco” Il pendolo di Foucault”

18)- Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e che cosa ti attrae nella copertina di un libro?

-Una bella e sobria copertina ha il suo impatto visivo. E’ come un bell’ abito, ma può contenere cose che non ci piacciono.

19)- C’è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

– Ve ne sono diverse ugualmente importanti ed affermate. L’Ed Compton offre una vasta gamma di generi letterari molto curati.

20)- Porti i libri dappertutto ( ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni al sicuro dentro casa?

 Vengono con me appena possibile

21)- Qual è il libro che ti hanno regalato e che hai gradito maggiormente?

– Le mie figlie mi regalano spesso dei libri conoscendo le mie passioni. Recentemente mi è stato regalato di Francesco Piccolo,” Momenti di trascurabile infelicità” Ed. Einaudi. Credo sia candidato al premio “Strega”

22)- Come scegli un libro da regalare?

-Regalo libri in relazione ai gusti letterari degli amici

23)- La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

La gran parte è rigidamente ordinata e quindi è quella di più remota consultazione. Altra consistente parte mi segue tra scrivania, salotto, comodino, tavolini vari.

24)-Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

-Leggo tutto: è importante per la comprensione del testo

25)- Leggi eventuali introduzioni, prefazioni o postfazioni dei libri o le salti?

-Si, Si…per lo stesso motivo della domanda precedente

-Nomino 5 blog tra i tanti meritevoli:

-Madame Butterfly

https://07082014madamebutterfly.wordpress.com

-agersocialslow

http://agersocialslow.wordpress.com

-Aquileana

http://aquileana.wordpress.com

-sherazade

http://sherazade2011.wordpress.com

-newwhitebear

http://newwhitebear.wodpress.com

Non un fiume

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Bocklin, L’isola dei vivi, 1888

Non un fiume divide

la città celeste

dal dolore dell’uomo,

non un fuoco o un castigo,

ma un assurdo silenzio,

un’afflitta pena d’odio,

il piangente malessere

del vivere ogni giorno con se stessi

e sentirsi smarriti in luoghi alieni.

Ciascuno afferra il suo sospeso segno,

una fatua favilla che rischiara

il timore dell’essere disperso

nel vuoto personale del non-senso;

ma brilla per un tempo troppo breve

il lampo di riflessa luce e scalda il cielo;

ciascuno cerca l’isola felice

fuori di sé e ne segue la traccia

di sogno e di illusione,

personifica Stige come dea

nel tempo che separa le due sponde.

Premio letterario ” Vitulivaria”

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Cari amici del mio blog,

apprendo dalla segreteria del Premio di poesia a tema “il tempo” VITULIVIARIA di essere stata ammessa tra gli autori selezionati con la mia poesia “Che cosa manca”. Permettetemi di riproporla alla vostra attenzione.

Che cosa manca alla vita

se non l’ultimo appello,

la soglia immateriale,

il grido alto dell’anima

che trapassa nell’ombra

di una metamorfosi annunciata.

La morte dice l’ultima parola,

la incide con la selce sul graffito

della roccia ormai nuda,

sugli occhi spalancati,

sulle bocche serrate;

pone un freno ai passi della corsa

e riporta alle origini ogni cosa.

La sola verità concessa al tempo

traccia il suo segno

ai limiti del viaggio

e non importa quanto breve

sia stata la tempesta

che ha percosso il centro della luce,

la bellezza già vista e già goduta.

La tua buona follia

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Sabrina Capoferri Artista, Amore

La tua buona, travolgente follia

mi coinvolge in luoghi di meraviglia

dov’è sempre la bella stagione

ed io cammino su erbe perenni

tra le tue braccia trionfanti;

altrove lascio la pigra normalità,

ai savi l’incapacità di amare,

di vedere, oltre le mura della città,

la nostra visionaria passione:

i bianchi cavalli sulla riva del mare,

le lunghe criniere sospese a dissetarsi

a sorgenti inanellate nella roccia,

alti uccelli marini tra nuvole di pensieri.

Passa la nostra nave trasparente

sull’onda spumeggiante della vita;

navigo nell’ azzurra follia dell’incredibile

sogno del nostro amore normale.

Fuoco

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Un caldo fuoco ora incendia

il piccolo paese del mio cuore:

ardono foglie e rami inerti,

alberi contorti e stupefatti,

bruciano i mattoni delle case,

si sciolgono anime di metallo.

Il mio rifugio è nella rimozione

 di questo tempo folle:

 cascate spumeggianti,

fresca sorgente che non so trovare.

E non ha tregua il divenire incerto

delle emozioni, la  fuga da me stessa,

dal fuoco che mi assale

e mi lambisce fino a farmi male.

Il poeta e la poesia

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Frank Dicksee, Romeo e Giulietta,1884

Frank Dicksee, Romeo and Juliet, 1884

” Oh Romeo, Romeo, perché sei tu Romeo !?

 Rinnega tuo padre e rifiuta il tuo nome,

oppure, se non vuoi, giura che sei mio e smetterò io

d’essere una Capuleti “

( W. Shakespeare, Romeo e Giulietta)

Penso che, come Giulietta, la poesia esiga dal poeta il rinnegamento di sé per un amore esclusivo e totalizzante, l’unico capace di generare emozioni fondamentali e di ricondurre l’artista alla perduta essenzialità, alla sacralità poetica.

Anche al tempo di internet la poesia continua ad esprimere i valori della “città” perduta e con la sua forza evocativa si addentra nella sfera dei sentimenti e delle emozioni, conservando il necessario distacco.

Con un linguaggio sempre nuovo, quello  del suo tempo, il poeta parla ancora e sempre della bellezza, del dolore, della morte, dell’amore, testimone della realtà e della società in cui esprime e comunica la propria estraneità, l’assenza, il malessere di chi si pone domande  cui la parola non può dare risposta, mentre la crisi perdura e si aggroviglia in trame di frustrazione.

Il poeta deve guardare in se stesso per un necessario esame di coscienza, un ripensamento, teso a  restituire alla poesia il suo ruolo sociale e a  favorirne il ritorno da un volontario esilio; perché, se è vero che oggi circoli sui media un numero esponenziale di composizioni poetiche, è anche vero che, spesso, la qualità soffra l’abitudine alla velocità e alla superficialità proprie di un certo tipo di comunicazione.

E’ anche vero che il poeta non sia mai padrone della sua poesia che, una volta pubblicata, appartiene alla comunità dei lettori, come un canto davanti ad una finestra aperta raccolto dai passanti per le strade del mondo. Da questa espropriazione il poeta percepisce la vacuità della sua presenza e il dovere di guardarsi intorno alla scoperta delle piccole cose, delle semplici emozioni, dei segmenti di tempo che si ripetono nel libro della Natura e della vita.

Egli si libera allora dai pregiudizi e riscopre qualche bagliore di verità in ciò che lo circonda e nel rapporto con gli altri, vede che tutto ciò che cercava è nella sua visione interiore; scopre ciò che è davvero essenziale e guarda in viso la sua umanità in solitudine.

© Marisa Cossu

“Rifare l’uomo, questo il problema capitale. Per quelli che credono alla poesia come a un gioco letterario, che considerano ancora il poeta un estraneo alla vita, uno che sale di notte le scalette della sua torre per speculare il cosmo, diciamo che il tempo delle ” speculazioni” è finito. Rifare l’uomo, questo è l’impegno”.

(Salvatore Quasimodo)

Sento che un giorno

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The lost gardens of Heligan

Sento che un giorno stringerò la terra

nella pausa del sonno in fredde mani

dove il buio perenne già mi afferra

e già discende il gelo del domani.

E tu sarai nei fili d’erba nuova

sul mio corpo di materia verde,

ti chiederai quale velata prova

unisca ancora ciò che poi si perde.

Io ti vedrò dal tempo consumata

con altri occhi d’ invisibil forma

come falce di luna inabissata.

Tu seguirai colei che non ritorna

senza voltarti a scorgere la luce

della fiamma solare che mi adorna.

© Marisa Cossu