Invisibili

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Magritte-limpero-della-luce[1]

Magritte, Impero della luce

Ci sono cose che non vedremo mai;

ci sono alberi, uomini, città

invisibili, sebbene esistano

in meccanicistiche realtà.

Ci sono uomini e verità

nelle inesplorate cavità

della conoscenza imperfetta

che non sanno di vivere

e non sanno che noi viviamo.

Ciò che non incontriamo

sullo stesso nastro del tempo

o nelle remote dimensioni

dell’anima, non ci appartiene

se non nell’egocentrico valore

della contemplazione di noi stessi.

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  1. Marisa cara, è bello come conduci alle città invisibili. Vibrano della solitudine di non averle incontrate. In questo risuonano assieme a noi. E’ qui l’egocentrico valore? A me non sembra centrata sull’io questa contemplazione, quanto piuttosto un tentativo di esplorare oltre confini ignoti. Non ho capito niente?

    • Hai capito benissimo: è ricerca dell’ inconoscibile con tanta nostalgia per tutto ciò che non potremo conoscere. Le città invisibili sono le nostre anime sconosciute a noi stessi e che gli altri non esploreranno mai. Un saluto. Marisa

  2. Il nostro è limitato a quello che sta intorno a noi e le nostre conoscenze sono quelle che sono.
    Le tue parole ripropongono proprio questo limite che abbiamo e rendono bene l’idea di come siamo limitati.
    Una felice e seran Pasqua.
    Un caro abbraccio

  3. conoscersi e farsi conoscere forse potrebbe squarciare il velo dell’invisibilità. Bella, bella! Complimenti. Una serena Pasqua. Ciao

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