Archivio mensile:maggio 2015

Beati i giorni

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Barbara Missana, Nudo dietro la grata, 2013

Beati i giorni della fame di luce,

avidi di perfezione e di bellezza,

assetati di pura conoscenza

con l’impulso di correre nel vento

non so dove e neanche so perché;

ma le mani ghermivano alla vita

ogni dolcezza; si vestiva d’attesa

ogni bacio rubato senza amore

in quel tempo felice sol di esistere;

beati i giorni della pelle di luna

sui corpi intatti in polvere di stelle;

nessun dolore ancora, nessun pianto,

nessuna goccia di cristallo agli  occhi,

nessuna illusione caduta oltre la siepe

alla fine di un attimo felicemente breve,

un soffio del giovane respiro della vita.

E non ricordo se in essa si aggirasse

non vista, l’ombra che a sera si nasconde

furtiva smettendo di esistere col sole,

se seguisse i miei passi la regola nemica

nella corsa implacabile del tempo.

© Marisa Cossu

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La coscienza

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” Tutto si fonda su alcune idee che si fanno temere

e che non si possono guardare in faccia”.

( Paul Valèy )

Notte. Mi trovo in una stanza buia rischiarata in un angolo da una flebile fiammella riflessa in uno specchio vuoto.

Sono ferma, immobile, insicura sul da farsi; la mia esperienza emotiva si svolge tra realtà e irrealtà, agitazione, quiete; ne ho coscienza in modo alterato e sfuggente, ma sono certa di possedere due idee fondamentali da tener presenti: la consapevolezza del Sé e la conoscenza, nel rapporto tra le funzioni cerebrali, la psiche e il mondo esterno.

La mia è coscienza di “qualcosa”; ma forse potrei essere cosciente e consapevole anche senza gli oggetti della mia attenzione; continuerei ad esistere come presenza anche nel buio assoluto della stanza se la candela si spegnesse?

E l’ ombra? L’ombra disegnata alle mie spalle, sul muro e sul pavimento, mi appartiene o è altro da me, indipendente, indifferente al mio essere qui ed ora? E il volto appena visibile nello specchio polveroso è il mio o qualcuno mi guarda per indicarmi la candela, per invitarmi a vedere l’essenziale?

Se la candela finisse di ardere, avrei coscienza della metafora che rappresenta: la morte nella vita, la presenza che continua oltre l’esperienza sensibile. Non oso ancora pensare a questo mistero, non sono pacificata a questa continuità: la restituzione di coscienza e attenzione a ciò che è davvero essenziale. Fissare la candela è un gesto di distensione, riappropriazione e liberazione, che mi suggerisce di non essere condannata al buio quando la tenue fiamma avrà consumato tutto l’ ossigeno.

Fisso il vuoto, il muro, mi guardo dentro, perché ora non c’è altro di più importante da vedere e sentire, se non il silenzio che s’inoltra nell’anima, se non il nuovo inizio, la luce che spegnendosi ha acceso un barlume di coscienza. Così mi estraneo dalle paure, placo il tumulto delle emozioni, mi libero dal senso della mia condanna alla morte, per rifugiarmi in uno spazio interiore vasto e significativo. Mi spoglio dagli automatismi di giudizio e di azione, allento il timore per il futuro e l’ignoto. Prendo coscienza della morte come parte e ritorno della vita, anzi un’unica cosa con essa; forse riesco finalmente a vedere in me un po’ di sincerità.

© Marisa Cossu

LIBRO

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Auguste Renoir, Donna che legge, 1874-1876

Auguste Renoir, Donna che legge, 1874-1876

I libri sono fragili città di carta

addormentate in antiche archeologie,

frammenti di memoria  allineati in teche

dove i poeti espiano la propria diversità

e guardano da torri elevate l’uomo

assorto nell’eroico compimento della vita.

Eppure bussano alle porte le mani

di coloro che chiedono di essere visti

alla luce di una fiamma di risveglio.

Alle alte mura di pensieri e parole

incateno il mio cuore con fili di poesia

e, se nessuno mi vede, apro il mio libro

esco a respirare l’ombra delle storie

che agitano bandiere di nostalgia

nelle umide pagine della mia interiorità,

nel fruscio dei fogli appena sfiorati

dal vento freddo, padrone della notte.

 

CROM AWARD !

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Ricevo dal blog tuttolandia1 un nuovo premio ideato da Gianni, il Crom Award.

Ringrazio di cuore per la nomina  FULVIALUNA1 e partecipo volentieri.

Seguite il suo bellissimo blog:

 https://tuttolandia1.wordpress.com

Le regole sono:

1)- Scegliere solo 5 blog; se vorranno saranno loro a premiare gli altri

2)- Che fare? Se si riceve, come minimo bere da una coppa di bronzo, combattere con spade a due mani, leggere fantasy di quella dura, mandare al diavolo chi non ci sta bene, affrontare serpenti di 15 metri…

3)- Cosa dire? Niente , qui non si ringrazia nessuno. Niente assegnazioni pari-merito, niente scuse per chi non si premia. Si deve solo mettere il link di chi vi ha segnalato a Crom !

4)- Altro? Si, rispondere SEMPRE a questa domanda:  avete un libro o un film o tutt’e due che vi ha portato  a leggere? Citateli e dite cosa è successo dopo.

( potete anche interrompere ma spiegando il perché)

R-  Bevo da un’antica coppa di Murano, non possedendo quella di bronzo.

-Si, a volte combatto contro i miei fantasmi o i mulini a vento.

– Perché no? Mando al diavolo, ma solo per questo gioco visto che ho un temperamento tollerante e benevolo, le persone maldicenti, pettegole e spocchiose.

– E’ peggio affrontare le “lingue di serpente”.

– Come non citare “Il signore degli anelli” di Tolkien? A seguire ” La morte in diretta”, film fantascientifico di  B. Tavernier, tratto dal romanzo ” The unsleeping eye” di David G.Compton.

Per quanto riguarda la lettura  come apprendimento e vocazione devo risalire agli anni dell’ infanzia, prima perché favorita dall’ambiente familiare, poi perché motivata da insegnanti capaci.

 E ora le  mie nomine:

1- https://claudiochiaramonte.wordpress.com

2- http://ordineecaos.wordpress.com

3- http://vacanzeavela.wordpress.com

4- http://bellezzainthecity.wordpress.com

5- http://cosenostreblog.wordpress.com

Prende forma talvolta…

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Bernardino Loschi, Il Trionfo del Tempo, 1446

Bernardino Loschi, Il Trionfo del Tempo, 1446

Prende forma talvolta la memoria,

la coscienza del tempo già goduto,

l’illuminante lampo di una storia,

l’emozione di un attimo vissuto.

E mi sorprende la spontanea immagine

venuta da un’antica dimensione

dalla fugace, intima vertigine

che improvvisa rinnova la passione.

Il tempo non esiste se la mente

ha coscienza del flusso della vita,

se tutto si ripete nel presente;

la memoria disvela l’assopita

ragione in ceneri ormai spente;

un colpo al cuore presto la riaccende.

Mi sovviene

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Mi sovviene la leggiadra danza

dei delfini nella ronda d’argento,

racchiusi per tempi immemorabili

dal giorno in cui li vidi nel balzo

di un liquido riflesso di luna

incuranti o ciechi testimoni

di un attimo incantato, intatto ,

nella sola immutabile memoria

del dono fatuo della giovinezza.

Anche oggi mi assale quell’immagine

tra le tante  corrotte già dal tempo;

e tu sei l’ultimo libero delfino

che amai con cuore di meraviglia

nel lampo illuminante a me venuto ,

 ma subito rubato dalla nebbia,

nel flusso lineare della vita.

© Marisa Cossu

Il giardino di mia madre

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Marisa Cossu

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Il giardino che vidi nei tuoi occhi

era di luce verde:

vi brillavano fiori argentei

lievemente posati

sull’ umido liquore

da cui guardavi il tempo

degli acerbi germogli,

degli stormi passanti

in nastri di ritorno.

Non potevi raggiungermi

per l’ alto muro d’ erba

cresciuto all’ improvviso tra di noi

e mi guardavi, per affidarmi

il mondo con la tua nostalgia.

Avrei preso il giardino di smeraldi

per divenire come tu volevi,

io memoria vivente dell’ attesa,

lascito del tuo inizio, nuovo ciclo.

E fui erba e acqua e cielo e terra

per sentirmi una parte del tuo esistere.

Madre, ti avrei trovata

alla fine dell’ infinito segno

che circoscrive il flusso delle cose?

Fu per te che volai tra i neri uccelli

di un cielo senza luce,

abbagliata dai raggi del tuo volto.

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A MIA MADRE

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Marisa Cossu

Antonello da Messina, L' Annunciata 1476 Antonello da Messina, L’ Annunciata 1476

Ti penso come eri, giovane

nel tuo antico splendore:

alta e pensosa,

per la mano rechi

quel figlio che ti ha tanto attesa;

le tue vesti volano senza vento

nel sentiero che percorri sicura.

Hai deposto i giorni del tuo sudario,

il lamento indistinto del passaggio,

di un addio sofferto ed infinito.

Non sono qui solo per il rimpianto

della vita che hai dato come voto;

ti penso con nostalgia del tuo non esserci.

Una gentile voce di preghiera

ha scelto il luogo in cui,

pietosa, aspettandomi,

mi trarrai a te

nel gesto di un amore che ritorna.

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Il mio blog compie un anno!

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Happy anniversary with wordpress.com! You registered on wordpress.com on year ago! Thanks for flying with us. Keep up the good blogging!

 Cari amici,

il signor Blog , se mai me ne fossi dimenticata, mi ricorda che un anno fa iniziava la mia non facile esperienza su wordpress.

Non vi nascondo che l’istinto mi ha più volte suggerito di andar via: non mi erano chiare le motivazioni della mia presenza-assenza tra voi, tanto più nell’assoluto silenzio dei primi mesi; del resto la mia anima ” blogga” di poeta, chiusa ed inquieta in questa silenziosa navigazione, anelava solitudine e concentrazione e forse si compiaceva narcisisticamente di trovarsi sospesa in un luogo di mezzo ed essere sospinta in direzioni non programmate e spesso non volute razionalmente.

Ho attraversato il deserto nelle lunghe ore di apprendimento strumentale, nelle banalità di conversazioni sempre uguali, nel tormento di non essere vista nel lontano vascello dell’ incomunicabilità, nella  incapacità di cogliere i segnali che iniziavano a giungermi da tante parti .

Ho convissuto con il delirio della scrittura ad ogni ora del giorno e della notte, poi con quello della pagina vuota, sempre pensando a voi, cari blogger, ai vostri post perfetti, alle vostre immagini nitide e alla inesauribile vena letteraria manifestata dai più.

Alla fine del tunnel sto iniziando a riconoscermi e a riconoscervi: ho la fortuna di leggere e comprendere che anche in voi si annidano dubbi e tormenti e che, in fondo, vogliamo le stesse cose. Spesso le stelline che si accendono e le nuvolette dei commenti sono il viatico necessario a resistere, a insistere.

Sarò mai un poeta? Riuscirò a comunicare realmente? Saprò accendere una sia pur piccola emozione? E tra voi qualcuno potrà sapere e capire che cosa sono “io” oltre la parola e l’immagine?

Comunque vi voglio bene e molti di voi fanno già parte della mia vita…e non solo di quella virtuale. Grazie, amici, per le vostre preziose visite e per la vicinanza che mi mostrate anche nei commenti maggiormente critici. Così cresco e la mia anima si riposa un po’ prima di intraprendere un nuovo viaggio. Marisa

La mia ombra

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Glenn Arthur, Underwater-Study Digital Art

L’ombra che unita a me cammina,

fuori da me respira una sua vita,

un’altra come me, sempre vicina,

una forma di nebbia indefinita.

Quale sia tra le due vera presenza

nell’ora in cui la luce lascia l’orma

nessuno sa; forse una è l’assenza,

l’altra in materia pura si trasforma;

né saprò mai se nel suo cuore arda

la voglia di fermarsi presso un albero

a sognare la luce a notte tarda,

o se debba tornare sola e stanca

nel regno sotterraneo della notte;

quando scompare sento che mi manca.

© Marisa Cossu