Incontro con l’uomo contemporaneo

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darwinismo-neurale[1]

Pensi di conoscerlo, di sapere tutto di lui, illusioni, realtà e immaginazione; lo guardi all’interno della sua umana condizione tra psicologia, filosofia e scienza; lo cerchi nella cultura e nell’Arte, nel cibo, nella fatica del vivere, nella violenza, nella pace, nel piacere e nell’amore; lo segui nella sua esperienza emotiva, nell’approccio cognitivo, nel saper fare e nel saper essere.

Lui vive in tutte queste contraddizioni  nutrendosi del conflitto con gli altri, ma soprattutto con se stesso, perché non sa dare risposte coerenti alla grande afflizione  che lo opprime negli ambienti sempre più desertificati delle sue relazioni, del suo modo di comunicare.

Ogni giorno lo incontri, il Contemporaneo, il Tecnologico, il Neuronale, colui che guarda dall’interno e che, a sua volta, viene scrutato  nelle zone più segrete e inaccessibili del corpo e della psiche, con strumenti sempre più sofisticati .

Ecco l’uomo che si crede libero da condizionamenti e che pensa di poter avere tutto e subito ma che, allo stesso tempo, finge di non essere spiato, travolto, acquistato, manipolato, mentre corre nel tutto indistinto di pulsioni , desideri, senso di potere.

Questo è l’uomo della conoscenza, l’uomo “protesi”,  prigioniero di un sogno che non lo libera dal dolore e dalla morte, relegata sempre più silenziosamente, in un luogo dove nessuno possa vederla, rispettarla come “cosa severa”, perché da lì non disturbi troppo la corsa del Contemporaneo e la sua bulimia.

Lo incontri, il Tecnologico, per le strade della città, sul pianerottolo di casa: è l’uomo della porta accanto; sei proprio tu in uno specchio deformato e impietoso che ti rifiuti di vedere; anch’io mi sono fermata a parlare con il mio amico Contemporaneo e ho visto nei suoi e nei miei occhi lo stesso bisogno di pacificazione tra le realtà che oggi compongono l’esistenza, la stessa necessità di pausa, di riflessione, di lentezza, il bisogno di un passo comune che ci consenta di cogliere la possibilità di pensare e di amare.

© Marisa Cossu

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Informazioni su Marisa Cossu

Sono una poetessa, scrittrice e pittrice, amante della letteratura, della musica e dell'arte. Per molti anni ho esercitato la professione di docente MIUR e psicopedagogista. Mi dedico a studi filosofici, psicologici e sociologici. Ho pubblicato diversi libri di poesia, saggistica e narrativa.

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  1. L’uomo che descrivi è un uomo che nonostante i suoi difetti è apprezzabile. Io vedo gente orribile intorno a me, gente senza onore né dignità che ha fatto del denaro il suo unico Dio. C’è gente che usa la violenza perché è incapace di articolare due parole sensate una dietro l’altra, incapaci di ragionare e di distinguere il bene dal male. Altro che uomo contemporaneo, questi sono peggiori dell’uomo di Neanderthal. Un abbraccio.

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