Tronco

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albero-secco[1]

Nel ventre di un tronco cavo,

tra le nere scorze d’un albero

dilaniato da pallida luna,

piange di solitudine

il poeta inconsapevole

racchiuso in me,

uscito dal suo libro

in parole di vento

adombrate da tremuli rami.

Così, io vivo nella notte

ripiegato nel rifugio più adatto a me;

lo riempio del mio essere albero,

del mio essere tutto,

creatura ferita,

bruciata da un fascio di luce,

un soffio di vita venuto in silenzio

sul tronco di vita che resta.

©Marisa Cossu

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