Il “bambino”, questo sconosciuto

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Ai tanti bambini , miei maestri”

 L’idea di “bambino”, inflazionata e abusata, consumata e banalizzata, specialmente in alcuni periodi dell’anno, merita una riflessione non soltanto di tipo sociologico e psicologico ma soprattutto  di tipo pedagogico/filosofico. Il bambino oggetto delle strumentalizzazioni dei social, dei media e della società adulta in genere, a scopi politici ed economici, è sostanzialmente “persona”, un valore sussistente, la possibilità del divenire. Siamo  di fronte al bambino della conoscenza, dell’immaginazione, dell’intuizione e della creatività, immerso in una società fortemente erotizzata, permissiva, indifferente e consumistica in cui spesso è solo , incompreso, non ascoltato. È il bambino tecnologico della comunicazione digitale: dalla famigerata T V, balia elettronica per eccellenza, è passato a forme di cura più sofisticate che, se non accompagnate da adulti,( genitori , insegnanti), lo introducono ad una molteplicità di informazioni e a precoci emozioni che appannano la curiosità e il piacere della scoperta. Il bambino rappresenta la metafora dell’uomo, il principio del presente, il nucleo dell’infinito; è la forza del possibile che si manifesta come azione finalizzata alla costruzione della persona; il bambino è quindi significato da ascoltare, di cui tener conto quando si insegna, si risponde; lo si deve ascoltare per promuovere lo sviluppo delle sue facoltà umane e, allo stesso tempo, imparare a riscoprire il possibile che è in noi. Essere in ascolto del bambino è la risorsa per rompere con la consuetudine cementificata del nostro agire tra gli altri, con un modo di pensare conformista costruito sulle ceneri del bambino che siamo stati; significa potersi ancora chiedere il perché della vita e delle cose, far irrompere emozioni che pensavamo perdute per sempre per il solo fatto di essere diventati adulti. Il bambino “è un sapiente che non sa di sapere”: pone domande che provengono da una zona profonda e costruttiva del suo nucleo di potenzialità  che lo spingeranno con una forte e inarrestabile energia nel futuro. L’uomo ha bisogno di far riemergere dalle consolidate certezze questo spirito vitale di fantasia e di piacere della scoperta per sentire che la complessità può divenire essenziale semplicità.

©Marisa Cossu

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  1. il bambino, ogni nuovo bambino è la nuova possibilità per il mondo di riiniziare, il bambino ha il compito di salvare il mondo primariamente nella figura dei suoi genitori.

  2. A volte il bambino è al centro di interessi superficiali. Me ne rendo conto specialmente quando tocco con mano le enormi banalità che gli adulti compiono senza rispettare realmente questo piccolo ma potente nucleo di energia. Un caro saluto. Marisa

  3. Mi sembra che tu abbia centrato il punto focale. I bambini di oggi, che un domani saranno gli adulti, crescono in modo arido senza valori e senza idee. Credo che un domani saranno più vulnerabili di quanto lo siamo stati noi. saranno incapaci di distinguere le manipolazioni, le adulazioni dalle vere parole che aiutano a crescere e maturare.

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