Le ceneri dell’io

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Anselm Kiefer, I tuoi capelli di cenere, 1981

Le ceneri dell’io

non riposano in urne preziose,

i frammenti del tempo

non le racchiudono per sempre.

Si disperdono in avamposti marini,

nelle pietraie dei nuraghes,

nei sottosuoli delle città,

sono macerie stratificate

risorte in torri e tralicci;

riposano in profondi ipogei,

guardano da occhi di antiche pareti

da un affresco evanescente

dove un fuoco acceso da fuggitivi

ha lasciato un’impronta di fumo

sbiancato dalla luna nelle acque

di un pozzo senza fondo.

La polvere innalza spessore d’identità

e nuda si confonde alla terra,

da essa emerge materia costruttrice,

sensibile  appoggio al divenire,

un quanto indecifrabile espulso

dalla barbarie di un libro bruciato,

sottratto all’apoteosi e poi dissolto

nell’infinita logica del tempo.

©Marisa Cossu

 

 

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    • La storia della civilizzazione umana lascia dietro di sé le ceneri della materia su cui si edificano le città, ma anche la cultura, le tradizioni, lo spirito, su cui può continuamente nascere il nuovo. Questa storia è anche fatta di violenza, del dolore degli uomini; ciascuno di noi, l’io, seppure inconsapevolmente, è partecipe di questa avventura. Grazie e un caro saluto. Marisa

  1. Pingback: Le ceneri dell’io | l'eta' della innocenza

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