Archivio mensile:maggio 2016

Estate

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Un cristallo di sale,

un diamante corruttibile

lasciato dal mare tra alghe

fluttuanti in un’ansa segreta.

Ora discioglie il tempo

i bei contorni di luce,

le belle forme stellate,

e riconduce alla mobile onda

il grumo di spore salate.

Così ritorna, consumata

dal lontano passato,

all’improvviso presente,

la mia immagine di sole,

il mio pretesto d’esistenza;

ritorna lentamente

alla sua nascita dimenticata,

all’arcano punto di arrivo

di ogni cosa che vive.

Marisa Cossu

VITA

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Ivan Ajvazovscky, fine ‘800. Nave sul mare in tempesta

 

Per questo mare mosso da tempesta

passa la nave mia sfidando i venti

tra i flutti del viaggio che s’appresta.

Lungo la rotta degli incantamenti

 

alla deriva vado come legno

abbandonato in facili illusioni

che della  meta più non trova segno

ma cicatrici e rughe di passioni.

 

Come fuscello mi sommerge l’onda,

che brucia e sferza sale nei miei occhi

quando perduta credo l’altra sponda,

 

e da lontano sento già i rintocchi

di una campana dalla voce tonda

che mi consoli e come manna fiocchi.

Marisa Cossu

MEDITAZIONE

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Marisa Cossu

13-de-la-tour-maddalena-wrightsman[1]Georges de La Tour, Maddalena penitente, 1639-1646

“Medito divinamente.
E sorrido degli esseri
che non ho creato io”.
(Guillaume Apollinaire)

Meditare significa entrare in se stessi, fermarsi, calmare le passioni che agitano il corpo e la mente e accorgersi che nella visione interiore del mondo noi esistiamo come pensiero infinito nell’accettazione del presente, nel dominio delle emozioni e nell’immaginare il futuro.
Cogliere, quindi, l’attimo presente che si accende di luce nell’oscurità del dover essere…Ci  accorgiamo allora di essere presenti, di essere “esistente”, di abitare “qui ed ora” da sempre. Tutto ciò che  mancava era già qui e non lo sapevamo.

Marisa Cossu

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Il mio Blog compie due anni!

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anniversary-2x[1]… me lo ricorda WordPress con puntuale precisione.

Nel frattempo seicentodieci  amici hanno avuto la pazienza e la generosità di seguirmi nell’avventura della scrittura e della poesia.

Non posso che essere grata a tutti gli amici che ho imparato a conoscere in questi anni di piacevole e complice lavoro.

L’appuntamento con la loro umanità, con i loro interessi letterari, sociali, musicali ed artistici, è per me divenuto importante, quasi un altro occhio sul mondo, sulla realtà e sulla bellezza, un altro modo più vasto e multiculturale per conoscere le diversità ed apprezzarne il compito formativo.

Il poeta e lo scrittore , infatti, non sono e non devono essere estranei agli enormi problemi della società contemporanea, ai molteplici aspetti in cui si evolvono le grandi sfide di civilizzazione e di identità, nè alla cultura umana intesa come fattore “umanizzante” le cui basi poggiano sulla semplice classicità che ciascuno ha imparato a scoprire strada facendo e a far rivivere con linguaggi e tecniche diversi.

Anche in questo modo di comunicare, che taluni definiscono “superficiale”, si apre la possibilità di creare, di “navigare” su autostrade immateriali che molti non conosceranno mai, di guardare all’uomo non soltanto nostro vicino, ma all’uomo del mondo, all’uomo dei mille linguaggi e delle infinite possibilità d’incontro.

Marisa Cossu

Il silenzio

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Il silenzio genera l’invisibile;

i pensieri prendono forma,

le cose respirano, si animano,

sussurrano il proprio nome,

si nutrono di solitudine,

emergono dalla memoria

e come stelle fisse

splendono di luce propria.

Nell’infinito volteggia

la lieve sostanza sospesa

della coscienza sommersa;

entra nell’abisso muto dell’io,

dove l’ignoto mai visto si svela

prima che il segno diventi parola,

la parola che scrivo, che sento;

una flebile traccia d’amore.

Marisa Cossu

Il marinaio

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Marisa Cossu

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Scrivo d’ un marinaio,

uno che amava donne di riviera

profumate di sale, generose e ridenti

sulle porte dei caffè nelle case del porto,

dove in vicoli stretti si dipanano reti

legate a canzoni di mare.

E l’ antico orologio batte un’ora

accaduta nel passato tra i veli zampillanti

di una bianca fontana da una conca di pietra.

Il vecchio siede a rimirare il mare,

la sua vita lontana,

ma più non canta, aspetta l’ora nuova

per navigare verso l’altra riva.

Marisa Cossu

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