Archivio mensile:luglio 2016

Buone vacanze!

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Vi saluto con una nuova soddisfazione!

Il mio libro “La carezza delle parole” ha vinto il 1^ premio al concorso letterario “Surrentum”- Ars Scrivendi. Questa notizia amplifica il successo del mio libro, infatti ha già ricevuto il 1^ premio A.U.P.I (Milano), il  1^premio “Città di Taranto”e il 2^ premio “Città di Varallo”.

Auguro a tutti voi di realizzare i vostri sogni e di trascorrere un felice periodo di vacanza con le vostre famiglie. Un grande amichevole abbraccio e arrivederci a presto!

Marisa

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Immagina

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Gian Carlo Calma, Il malessere interiore

Quando vedrai la terra

ricoperta di pietre

e il silenzio dei vivi

scenderà nel fossato

dei fantasmi…

immagina,

non arrenderti,

immagina e allontanati

dall’abisso di fango;

immagina

e vola più in alto

della sensibile realtà.

Tu, angelo stanco

dalle ali di pece,

immagina.

Marisa Cossu

L’isola

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San Pietro-Taranto-Isole Cheradi

Avete mai visto l’isola

attraverso il trasparente pallore delle nuvole

adagiate sul confine del mare

in una cappa di calura estiva?

E nell’isola  una spiaggia dorata,

lievi impronte di giovinezza, passi nudi

vaganti senza meta tra dune e macchie di erica.

Avete mai visto i sassi rotondi della scogliera

rifrangere la luce del cielo nello specchio

di chiara acqua marina?

In me  l’incanto si rinnova,

nulla è mutato nel mio animo.

Quell’isola mi appartiene

con la dolcezza della bella stagione

o con l’aspro rompersi del tempo

quando il gheppio smette di fischiare,

i passeri si fermano ebbri di sole e di salsedine,

il mare corrode le rive, cancella i passi,

li discioglie nella schiuma di un’onda lenta,

le nuvole si fanno grigie e la pioggia si annuncia

tra brividi e aliti di scirocco.

Avreste mai creduto che uno strano poeta

rassomigliasse a quest’isola,

fosse sabbia e mare, roccia e uccelli,

diventato egli stesso isola in un altro tempo,

in un altro luogo immaginario

dell’infinito mare dalla vita.

Premio “Città di Taranto”

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13.- Taranto 2016 (16)13.- Taranto 2016 (4)“Nemo propheta in patria”. Sono felice di essere stata premiata nella mia città !

il giorno 25 maggio, nella Sala Conferenze della Biblioteca Civica “Acclavio, è stasto attribuito il primo premio al mio libro “La Carezza delle parole” TracceperLameta edizioni, con prefazione di Marzia Carocci.

Ringrazio la commissione giudicatrice, Lucrezia Maggi e l’Associazione culturale “Le Muse project” promotrici del bellissimo evento

Spero che possiate essere contenti di questo mio successo.

Marisa Cossu

 

Il cerchio magico

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Lucio Fontana, “Venezie”, 1961

Siede il tempo e riposa

sull’indurita pietra dove eterna

trascorre l’ombra che silente pesa,

seguendoti non vista, passo passo,

il fuggevole tempo di ogni cosa.

Sazia di vita e stanca

ritorna l’ombra grigia nell’attesa,

il fine appresta di colui che corre

senza fermarsi, ignaro

del segno circoscritto al suo cammino,

magico cerchio, limite ignorato

nella corsa dei giorni all’infinito.

Il tempo annoda i fili del destino

nel curvilineo spazio del tuo vuoto

ed è misura, calcolo inventato.

Finge d’essere vita anche l’inganno

pulsante con il dubbio

nell’antica caverna del pensiero:

tu non saprai se l’esistente è vero

o immagine creata dalla mente.

Marisa Cossu

Difesa

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I lavori di pittura della giovane artista Rita Nocera

I lavori di pittura della giovane artista Rita Nocera

Fingere il meglio,

dissimulare l’ansia

del vivere ogni giorno

inchiodati dal tempo

a una stessa tela;

il deserto è miraggio,

la voce relazione,

l’amore è amore

senza se, senza ma.

Credere che sia vera

l’illusione

e non rialzarsi

finchè non cade il sole.

Marisa Cossu

Veglio stasera

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Helena Nelson-Red, pittrice contemporanea americana

Veglio stasera.

Veglio i tuoi occhi addormentati,

i tuoi capelli di seta chiara,

la piega serena delle labbra

e il respiro che levi

dolce e impercettibile

profumato dall’ultimo bacio.

Silenziosa la notte siede

tra il nostro sogno e l’infinito,

regina incoronata di stelle,

sull’ampio trono che ci contiene.

Com’è vaga l’immensa profondità

che ci avvolge quando intorno sale

il lieve brontolio del temporale

che altrove s’annuvola,

e il vento geme in un suono di pianto

tra i rami di un bosco dimenticato.

Scorre il fiume delle emozioni

sui  sassi levigati dal tempo

con tenera forza di memoria

per versarsi in un canto

di fresche acque biancheggianti,

dove s’insinua in un’ansa smarrita

e danzano esili canne curvate dal vento.

L’Estate entra dalla finestra

in un ricordo di luna chiara

… e com’è chiaro lo sguardo

che immagino sul mio corpo

in quest’ora di veglia!

Invento gesti di tenerezza

per il domani;  e saremo soli:

quando il trono scompare,

la regina prepara un’altra notte,

siede tra altri amanti,

trama altri sogni, nuove veglie.

Per noi soltanto il giorno sarà vero.

Marisa Cossu