Archivio mensile:maggio 2017

Ora che il tempo

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The-Lost-Gardens-of-Heligan[1]

The lost garden- Heligan

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo il mare e penso

alla vita trascorsa con il vento

e sulla riva opposta si allontana.

Quando l’estate macinava il grano

ero un libero volo che di sera

tra rovi si beava spensierato,

leggero come nuvola di velo,

felice di sorridere alle stelle,

di contarne le scie che luminose

inebriavano il cuore di poesia.

Sempre quelle domande all’infinito:

 sapere il vero senso del finire

dell’istintivo amore per la vita;

se l’attimo fuggente, che annullava

con dolci sogni il nulla della notte,

sarebbe ritornato come allora;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce,

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

Libero verso

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magritte_le_retour[1]

 

 

Libero verso,

dove fermo un punto

posa il respiro e la pausa scende

tra parole non scritte,

né annotate sull’arioso spartito

di un insolito canto;

e la conta insegue sillabe nuove,

 ritmi disposti solo nell’animo:

non so che cosa sia, dove origini

l’ armonia vaga , come muova da me

l’irrefrenabile fiume di segni

che pretende il mio dire,

si veste d’infinito,

scava nell’odio e nella festa

e, infine, con me giace

per riposare nell’incerto mito

del mio stolto sentire.

Marisa Cossu

La porta

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46- Quadro (n.c.)

 

 

Forse verrà di notte al capezzale

la tua sempre fuggevole presenza,

come solevi quando ero bambina

e la luce spegnevi scomparendo

dietro la porta scura della stanza.

E finalmente prenderai la mano

a te protesa nel tremito nascente

dalla mia stanza vuota, dal luogo

del distacco, un mesto addio

che chiuderà la porta.

E non avrò potuto come allora,

dirti che t’ amo e che mi sento sola.

Marisa Cossu

 

Conoscenza

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image[1] (2)

 

Di conoscenza l’uomo varca il regno

alla grande scoperta del sapere

e indaga nel mistero con l’ingegno

dove l’amore genera il volere.

 

Sol “chi ama conosce”, questo è il pegno

di chi si affanna per poter vedere

l’essenza delle cose e sfiora il segno

dell’infinito bene , nelle sfere

 

del ritmico ingranaggio cuore-mente

dove nascono idee, sensi e passioni

che non capiamo. E ci sentiamo persi

 

tra i poli opposti di forti emozioni,

soli e smarriti, dal vuoto sommersi,

ma nulla noi vediamo chiaramente.

 

Marisa Cossu