Archivio mensile:aprile 2018

SARA

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Quadro (10)

S. Fiume, Donna velata in gioielleria

 

BALLATA POLISTROFICA MINORE

 

X Y AbCAbCCY  DeFDeFFY

 

Ma cosa hai fatto Sara! Adesso taci

 ed è chiusa al tuo pianto la speranza.

 

Ti sorrideva Amore e l’hai perduto

 per troppa gelosia:

scrutavi ogni suo gesto con sospetto,

in ogni dire lui pareva astuto

 cercavi per legarlo un’alchimia .

 fiato sul collo, senza alcun rispetto,

 vivevi d’ansia, un peso dentro il petto

ed ora la tua rabbia sopravanza.

 

L’amore come il vento non ha posa,

fugge a strette catene,

 di fiore in fiore vive la stagione

di giovinezza spensierata, estrosa;

 non accetta le pene

 di chi lo rende schiavo di prigione

A chi hai donato, Sara, l’emozione!

 Ora tu piangi , chiusa nella stanza.

Marisa Cossu

Condizione

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70- Quadro (n.c.) (illusione della materia)

 

Ritroveremo quello che scompare

In una zona tra la vita e l’oltre

e resteremo attoniti a contare

luci che, avvolte in una spessa coltre,

 

arano nella nebbia le insidiose

corsie del nulla . Alla fine sapremo

dove si scioglie il nodo delle cose

e forse solo in quel confine estremo

 

si darà forma al tutto chiaramente.

Saremo libri scritti nella notte,

sillabe di un inchiostro trasparente,

fantasmi sulla scia di ignote  rotte;

 

la tirannia del tempo ci misura,

della pochezza umana non si cura.

Marisa Cossu

 

Nutrito dall’orgoglio

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17- The Stone

Barbara Missana, The stone

 

(sonetto caudato)

 

Nutrito dall’orgoglio e dalla fede

abita l’uomo nella propria vita

rubando il tempo su per la salita

di un aspro monte dove non si avvede

 

dell’ombra scura che lenta procede

alle sue spalle: con le lunghe dita

a lui ghermisce il sole, poi sopita,

attende di rincorrere le prede

 

allorché stanche, illuse e affaticate,

ai lembi di un approdo di confine

cercano ancora l’isola promessa;

 

ma ormai la forza non è più la stessa,

tutto si volge al medesimo fine,

e le certezze appaiono infondate;

 

altrove, reclinate

in un vano mistero sconosciuto,

dormono le ragioni del vissuto.

Marisa Cossu