Archivio mensile:Mag 2019

LA TEMPESTA

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La tempesta

( Rondò)

 

 

Non la notte stellata mi sorprende

ma del Giorgione quella gran tempesta

che scoppia sulle case e poi s’accende

nel lampeggiante guizzo che s’appresta

 

sul paesaggio e l’uomo, mentre a festa

celebra le faccende quotidiane

e, indifferente al grigio auspicio, resta

in quel mistero di sembianze vane.

 

La storia passa per stagioni arcane

nella città silente: ore dipinte

in tetti, archi, rovine più lontane,

fitto il fogliame in rugginose tinte;

 

irrompe intanto il lampo tra le quinte

e del mistero spiega la ragione

che più m’inquieta: ora sono vinte

le umane forze, giunte a soluzione

 

le domande sul senso, l’emozione

mancante per l’accendersi del tuono,

indifferenza o incuria, sensazione

d’umano orgoglio dell’essere mai prono.

 

Quale distanza tra il sentire e il dono

dell’armonia che spiega la pochezza

di quel che siamo quando giunge il Trono:

sogni noi siamo pieni d’incertezza.

Marisa Cossu