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Ciò che resiste

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1- Paestum

Paestum

 

 

Ciò che resiste al tempo è la memoria,

profumo delle cose già vissute

nello scorrere liquido del fiume

che bagna l’esistente.

Solo una volta ti lambisce e fugge

e muta l’onda: non più la stessa acqua,

dove ora siede il tuo sogno ingrigito;

con un ritorno breve ti consola

il nostalgico film di ciò che è stato.

Solo parole, sillabe d’inchiostro,

graffiti e segni d’immaginazione,

scavano nella notte dove affonda

il senso delle cose nel mio foglio;

ma io ti vedo, siedi nel non senso

di un libro vuoto e cerchi di tornare.

Marisa Cossu

Veglio stasera

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Immagine (blingee).gifVeglio stasera

Ora veglio i tuoi occhi addormentati,

gli sparsi capelli di seta chiara

sul morbido guanciale,

la piega più serena delle labbra

e il respiro che elevi,

dolce e impercettibile,

profumato di baci.

Siede silente, tra di noi la notte

vigila il nostro sogno d’infinito,

Regina incoronata di alme stelle,

giace nel caldo trono e ci contiene;

ci avvolge quando sale

lo spento brontolio del temporale

che s’annuvola altrove,

e il vento geme in un suono di pianto

tra dimenticati rami di bosco,

dove finisce amore:

scorre un fiume sui sassi levigati

dalla tenera forza di memoria

per versarsi in un canto

che sospira il rimpianto.

Entra dalla finestra la Regina

imbiancata dalla pallida luna

e ci regala il senso del domani,

quando saremo soli

e il trono fuggirà dalle tue mani;

prepara un altro trono,

siede tra nuovi amanti,

trama altra vita e scrive nuove veglie.

Per noi soltanto il giorno sarà vero.

Marisa Cossu

 

Intorno alla poesia

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immagine-rosa

Poesia: riflessione.

Mi piace scrivere e parlare di poesia. Oggi propongo un breve commento postato da me recentemente in un gruppo:

“La Poesia è un fatto cognitivo e spirituale ad un tempo.

Risiede nell’apparato neurobiologico dell’uomo, ma come l’amore, la festa e il dolore, è soprattutto incantesimo e ricerca dello spirituale nell’arte poetica; perciò costringe chi l’ama, ad una ricerca infinta in se stesso, nell’universo, nell’alto.

È un’immersione continua nella bellezza, rinnegamento di sè, apertura all’altro, visione dall’interno, intuizione per le incomprensibili meraviglie dell’universo, capacità di porsi con immaginazione di fronte ad esse.

Origina dall’anima in connessione simbiotica col cervello, prende forma in parole dense di significato, sacre, mondate di ogni sovrastruttura, da ogni inganno.

La parola è il tramite della comunicazione poetica che descrive emozioni stati d’animo, sentimenti propri della vita umana.

Ma la poesia non è fatta di parole senz’anima, attente a regole stringenti a mera retorica o a esercitazioni di stile. Le libere parole della poesia sono visionari messaggi, subliminali comunicazioni, sono l’uscita dall’accaduto, dalla storia cementificata, dalla pigrizia mentale.

A questa forma di creazione tendono i poeti, anche se spesso la parola non vola sulla pagina, non raggiunge il cuore degli uomini.

Ed è così che la ricerca di entrare nel mistero della poesia non ha mai fine”.

Marisa Cossu

Presentazione del libro” La carezza delle parole”di Marisa Cossu

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Nella splendida e antica cornice di Palazzo Pantaleo a Taranto, si è svolto l’incontro per la presentazione del libro di Poesia “La carezza delle parole” alla presenza di un folto pubblico di amici e di esponenti della cultura.

Il Presidente del Circolo culturale “Oltre l’orizzonte 2012″dott. Michele Ladiana ha guidato le varie fasi dell’evento che ha visto impegnati Giulia Missana nell’esecuzione al pianoforte del Primo Tempo di “Arabesque” Di Debussy e  i maestri Debora Giannì e Angelo Bommino nella recitazione di alcune poesie con sottofondo musicale e immagini.

La Prof.ssa Vincenza Musardo Talò, Cav. della Repubblica per meriti culturali, è intervenuta con un dotto e articolato commento sulla poetica dell’Autrice e sulle prospettive della Poesia nel mondo contemporaneo.

Ha fatto seguito un momento conviviale.

…e grazie a tutti coloro che su questo Blog , hanno la pazienza di seguire il mio intenso presente condividendo la mia soddisfazione. Anche la poesia ha la sua faccia burocratica di cui si farebbe volentieri a meno.

Grazie amici!

Marisa Cossu