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Ora che il tempo

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The-Lost-Gardens-of-Heligan[1]

The lost garden- Heligan

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo il mare e penso

alla vita trascorsa con il vento

e sulla riva opposta si allontana.

Quando l’estate macinava il grano

ero un libero volo che di sera

tra rovi si beava spensierato,

leggero come nuvola di velo,

felice di sorridere alle stelle,

di contarne le scie che luminose

inebriavano il cuore di poesia.

Sempre quelle domande all’infinito:

 sapere il vero senso del finire

dell’istintivo amore per la vita;

se l’attimo fuggente, che annullava

con dolci sogni il nulla della notte,

sarebbe ritornato come allora;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce,

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

Spegnermi

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H. Matisse, Icaro 1947

H. Matisse, Icaro 1947

 

E dovrò spegnermi anche stasera,

addormentarmi e poi cedere al sogno,

forse morire un’altra volta,

ritrovare le cose che si perdono

dove cieli di carta e volti bianchi

avvolgono i miti della mente

che in altro modo ripete la realtà.

Sarà forse una traccia,

un frammento indistinto di coscienza

vivente nel nascondersi dell’io,

sogno ed essenza insieme,

immagine e realtà di abiti dismessi,

la cadenza di passi senza peso,

un abbraccio quasi simile al tuo,

forte e sicuro, sentito nell’estinguersi

dell’attimo di un tempo indefinito,

incolore, sbiadito, ormai lontano,

come contorni di lineamenti amati

ancora belli in un soffio d ‘amore,

evanescenti, in una vecchia foto.

Marisa Cossu

 

 

 

 

 

L’iris

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Van Gogh (iris)

V. Van Gogh, Iris

Qui, dove l’iris nasce presso il mare,

distendevo le membra sulla sabbia

sazia di giovinezza e di emozioni,

d’azzurro era pervasa la mia anima

d’acqua e di cielo, per il tremolio

dei riflessi splendenti sulla riva.

L’iris d’un manto ricopriva il prato

celandomi alla vita per il tempo

segnato dalle magiche illusioni.

Il tempo si nutriva del mio corpo

ed io dei sogni che salivan lievi

in alto con il grido degli uccelli

in un attimo eternamente breve.

©Marisa Cossu

Beati i giorni

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Barbara Missana, Nudo dietro la grata, 2013

Beati i giorni della fame di luce,

avidi di perfezione e di bellezza,

assetati di pura conoscenza

con l’impulso di correre nel vento

non so dove e neanche so perché;

ma le mani ghermivano alla vita

ogni dolcezza; si vestiva d’attesa

ogni bacio rubato senza amore

in quel tempo felice sol di esistere;

beati i giorni della pelle di luna

sui corpi intatti in polvere di stelle;

nessun dolore ancora, nessun pianto,

nessuna goccia di cristallo agli  occhi,

nessuna illusione caduta oltre la siepe

alla fine di un attimo felicemente breve,

un soffio del giovane respiro della vita.

E non ricordo se in essa si aggirasse

non vista, l’ombra che a sera si nasconde

furtiva smettendo di esistere col sole,

se seguisse i miei passi la regola nemica

nella corsa implacabile del tempo.

© Marisa Cossu