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Volontà e indecisione

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Le emozioni sono più forti della volontà ? Imm. Web

Le emozioni sono più forti della volontà ?
(Imm. Web)

La volontà è forse quel conflitto

che dibatte nell’ animo

preda delle emozioni

e trattiene tremante il desiderio

ai lembi dell’ attimo vissuto,

unica scelta ammessa

nell’ affollato assalto dei pensieri;

indecisione : se sfidare il futuro,

esserne parte, divenire e mutare,

obbedire all’ impulso di volare,

o subire le voci spaventate

del dubbio e dell’ angoscia.

Una contraddizione inevitabile

da sciogliere spezzando le catene

della  realtà meccanica e banale,

osare di correre, decidere,affermare

la potenza umana del volere,

che vince e rende liberi.

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LA CASA

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Dalla torretta alta sulla Mora

l’ antica casa apre occhi di pietra

sulle verdi colline,

sulle risaie dove scorreva e scorre

il canale con voce melodiosa di cascata;

s’ inoltra tra vigneti lineari

tra filari ordinati di uva rossa

e sgorga presso il lago

al limite del bosco.

Gli occhi sono finestre,

archi perfetti di cattedrali vuote;

nelle vaste stanze e per le scale

ancora si nascondono per gioco

le ombre delle vite già vissute;

ma ogni cosa si è posta nel suo spazio

immutabile e ombroso,

dove poggia le membra consunte

e polverose, l’ implacabile tempo.

La casa vive del suo passato

e nel presente custodisce i ricordi …

“…la fulgida magnolia ricoprì di fiori bianchi

i neri capelli della sposa,

e bianco era lo sposo

nella bella divisa di Marina, la fascia blu,

i biondi capelli riccioluti;

intorno fiorirono cespugli di bacche rosse,

si aprirono gli ibiscus come fuochi,

sbocciarono le ortensie azzurre e rosa;

il vento si fermò per non sciupare

i petali dei fiori appena nati;

rinverdì l’ erba tenera

e un vecchio abete affacciò

i suoi rami presso il muro

a  guardare ammirato;

Il Monte Rosa innevato

vegliava da lontano

con bagliori di stella;

all’ interno, l’ intimo susseguirsi delle ore,

il rumore dei passi,

l’ odore della festa

l’ armonia degli affetti,

l’ amore ancora vivo…”

Anche da qui è passata

l’ indicibile morte a toccare ogni cosa

a chiudere il dolore tra le mura,

a spegnere la luce, i bei colori,

il rosso del triciclo tra i gerani,

a fermare nell’ aria l’ altalena

per renderla, ormai inutile, invisibile.

La casa preserva la memoria :

in rassegnata attesa, conta e riconta

ore scandite dal ciclo della luce

e attende che qualcuno

la risvegli dall’ ordine dolente

in cui riposa, sopravvissuta al buio.

La guardiana di pietra si domanda

perché intorno la vita ancora  scorra

replicando se stessa

e si commuove al canto della Mora

che passa e mai si ferma,

 metafora dell’ eterno mistero

del conflitto tra la morte e la vita

tra l’ essere e il non essere…

 Qui riposa tanta parte dei sogni,

trasformati e non tolti

© Marisa Cossu

come ci invita a credere la fede.