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Se ne va

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U. Tozzi, Temporale estivo

Se ne va col temporale

l’incantato stordimento dell’estate,

culmina in un tuono inaspettato

e resta l’umido odore della pioggia

in rigagnoli di schiuma

presso i margini dei pini.

Ancora vive il ricordo

dei lunghi giorni di luce

mentre il tempo abbraccia le ore,

allunga mobili ombre

e incide sulla terra

la sua ultima parola.

Marisa Cossu

Veglio stasera

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Helena Nelson-Red, pittrice contemporanea americana

Veglio stasera.

Veglio i tuoi occhi addormentati,

i tuoi capelli di seta chiara,

la piega serena delle labbra

e il respiro che levi

dolce e impercettibile

profumato dall’ultimo bacio.

Silenziosa la notte siede

tra il nostro sogno e l’infinito,

regina incoronata di stelle,

sull’ampio trono che ci contiene.

Com’è vaga l’immensa profondità

che ci avvolge quando intorno sale

il lieve brontolio del temporale

che altrove s’annuvola,

e il vento geme in un suono di pianto

tra i rami di un bosco dimenticato.

Scorre il fiume delle emozioni

sui  sassi levigati dal tempo

con tenera forza di memoria

per versarsi in un canto

di fresche acque biancheggianti,

dove s’insinua in un’ansa smarrita

e danzano esili canne curvate dal vento.

L’Estate entra dalla finestra

in un ricordo di luna chiara

… e com’è chiaro lo sguardo

che immagino sul mio corpo

in quest’ora di veglia!

Invento gesti di tenerezza

per il domani;  e saremo soli:

quando il trono scompare,

la regina prepara un’altra notte,

siede tra altri amanti,

trama altri sogni, nuove veglie.

Per noi soltanto il giorno sarà vero.

Marisa Cossu

Ci sarà ancora il fiume

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Sul Tanaro, foto pers.

Ci sarà ancora il fiume

per passeggiare su sentieri

di ciottoli rotondi,

levigati nell’azzurra corsa

dei rivoli tra pietre nascenti,

dove teneri legni sostano,

venuti da boschi sempreverdi.

E da qui rivedrò

la vecchia casa sul Tanaro,

i vasi di rose rampicanti

e il recinto di uva fragola,

un giovane limone

al riparo dalle brinate,

mentre allegri bimbi giocano

con una palla rossa;

ma noi dove saremo nel quadro

dipinto dal tempo con i colori

dei giorni di fine estate;

ancora parleremo  del falco

che buca il cielo nel volo ardito

per scoprire l’arcobaleno;

o saremo forse in casa seduti

a ritrovare in vecchie foto

quel che abbiamo lasciato

alla vita sulle sponde del fiume.

© Marisa Cossu

Infuocata aria

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Foto pers.

Infuocata aria

riverbera l’asfalto traslucido

di un’onda vaporosa e increspata,

mentre corro sull’autostrada

per vedere il mare;

guardarlo da lontano,

disteso oltre la verde macchia mediterranea,

dove un disegno d’ombra

si muove con il vento

e alte canne oscillano in dune di sabbia

mentre, in nascondigli abbandonati,

si ripete il rito dell’estate.

Nel fresco rifugio tra rami di lentisco

una conchiglia, come me svuotata

e poi sepolta tra radici secche,

mostra la fossile presenza

nella dimensione del tempo.

© Marisa Cossu

Estate

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E. Hopper, Stanze sul mare, Realismo americano, Art print

Ed è di nuovo estate …

l’afa entra dalle finestre,

urlano all’approdo sirene di navi,

odore di risacca, rumori della città,

la frenata di un’auto sotto casa,

il ventilatore che gira

su qualcuno che non c’è,

la mia scrivania con i fiori appassiti,

un nastro di polvere posato sui libri,

l’inizio di un quadro incompiuto

nei confini di una tela bianca,

un ritratto appena abbozzato,

un ricordo di quella che ero,

una biro su un foglio di carta,

la mia bocca senza respiro;

senza vento nulla che si muova,

le pareti con una traccia di sole,

l’unica cosa che viva.

© Marisa Cossu