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Aspetterai

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Senza di me navigherai sperduto

per onde e mari dalle vaste rive

e non potrai voltarti per vedere

che cosa mi trattiene e lega a terra.

 

Aspetterai che il passero ritorni,

come ai bei tempi, a saltellarmi intorno,

che mi susciti amore e una carezza;

ma null’altro che il vuoto mi raccoglie,

 

la notte mi ghermisce per la veste,

 liquida mi discioglie nella forma

dell’acqua senza posa e sono fiume

 cantato dai poeti, quel Galeso

 

dove vivemmo il mito , il dolce vino,

l’incanto della prima giovinezza.

Tu, Sole, eterno passi in alto: segui

quell’arco che ci sfugge e in ombra muore.

Marisa Cossu

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Il silenzio

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R. Guttuso, Mimise che dorme, 1941

Il silenzio genera l’invisibile.

I pensieri prendono forma,

le cose respirano, si animano,

sussurrano il proprio nome,

emergono dall’ombra

e, come stelle fisse,

splendono di luce propria.

Volano nella stanza

le lievi sostanze mai viste,

entrano nel vasto abisso dell’io,

vivono, si nutrono di solitudine

prima che il segno diventi parola,

la parola che scrivo, che sento,

l’unica traccia d’amore.

Marisa Cossu

Il silenzio

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Il silenzio genera l’invisibile;

i pensieri prendono forma,

le cose respirano, si animano,

sussurrano il proprio nome,

si nutrono di solitudine,

emergono dalla memoria

e come stelle fisse

splendono di luce propria.

Nell’infinito volteggia

la lieve sostanza sospesa

della coscienza sommersa;

entra nell’abisso muto dell’io,

dove l’ignoto mai visto si svela

prima che il segno diventi parola,

la parola che scrivo, che sento;

una flebile traccia d’amore.

Marisa Cossu

E sarà la notte

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maldive-spiaggia-notte[1]

Quando il mare avrà cantato

tutte le canzoni e le conchiglie

non avranno più voce;

quando gli uccelli avranno smesso

di attraversare l’orizzonte

nella dorata vastità del tramonto;

quando sulla terra gli alberi

avranno perso le foglie

al soffio del vento

ed io sarò l’ultima, tremante,

pronta a volare nel mormorio

di quelle appena ammucchiate

in un vortice d’aria dimenticato;

…E sarà la notte.

Allora l’infinito aprirà le braccia,

mi stringerà a sé, cosa tra cose,

lamento e gioia di un attimo di verità.

E tu dove sarai, in quale gioia

o dolore dovrò cercare la tua forma

perché la tua bellezza ancora riempia

il vuoto scavato dalla notte.

© Marisa Cossu

Goccia

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Giulia Melillo, pittrice, Bolla d'acqua

Giulia Melillo, pittrice, Bolla d’acqua

Liquida tra le dita

scorre l’iride d’acqua

dissolta nella pioggia;

la sua forma è segno

di una breve onda

apparsa per un attimo,

dispersa e trasparente,

inesistente soffio che ti bagna

scivolando sul corpo

come il tempo fuggente.

Così accade che i fiumi

siano flussi scorrevoli,

imprendibili gocce senza conta,

congiunte dalla vita nell’inizio

e lasciate nel mare solo infine.

© Marisa Cossu

UN GIORNO

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images[1] (4) Andrew Wyeth, Christinia’s World   1948

Un giorno me ne andrò

per un velato mistero

dove nessuno senta la mia nostalgia,

ogni parola  aspra sia già detta,

ogni lago di lacrime svuotato,

ogni vuoto colmato da presenze

di vero unico amore.

Porterò nella ripida salita

tutto ciò che ho incontrato

sui gradini di paesi e città,

nelle  mani monete,

così che l’oro della terra

si congiunga al sale

delle profondità marine.

Sarà lontana l’ eco del tuo nome

sopita in cunicoli di neve

e strade d’ erba, fino all’ alta cima.

Con me vengono i colori mutevoli

di tutte stagioni,

il suono delle parole,

la forma delle cose,

il canto di un poeta,

un foglio d’ aria e una piuma

per scrivere un diario, chissà dove,

forse in un cono d’ ombra

che m’ inquieta

per il suo vasto spazio

segreto e impenetrabile

in cui deporre il peso della vita.

Marisa Cossu

LA VOCE DEI DIPINTI

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Caravaggio, La Conversione Di San Paolo 1601

Caravaggio, La Conversione Di San Paolo 1601

Silente poesia

segno senza parola

pensiero rivelato dalla mano

che diede forma e senso al tuo mistero,

allo spazio recluso in cui trattieni la bellezza

evanescente e vera, e appari come sei,

creatura di tutti e di nessuno,

senza tempo né luogo, immobile ed eterna.

Un’ idea, un pensiero, un’ invenzione

venuti a disegnare con mondi di colore

la storia delle immagini create dalla mente.

Io sento la tua voce appassionata

intrisa di memorie e in me si accende

la ragione della tua presenza

unica e originale, imitazione

di ciò che appare in te voce interiore,

e canto dello spirito,

linguaggio più sonoro

che parola