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Attesa

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Cigno

Attesa

E non farà rumore la Bellezza,

forse in silenzio e pura,

sarà soffio di pioppo alla mia porta,

una lanterna fioca nella notte,

un bisbiglio di petali dischiusi

al davanzale di una gioia breve.

Ma non avrà bisogno di parole,

né poetico canto avrà descritto

il tempo che si appresta;

non saprò cosa gemmi dal torpore

di un oscuro destino,

parte migliore,forse, di me stessa;

lo accettai per soffrire ,

espiando la vita a me concessa

in cerca di una luce.

Qualcosa già mi chiama nella sera,

muta, velata dal groviglio stretto

delle passioni che per questa vita

camminamenti scavano nel vuoto,

nel lungo viaggio tra l’abisso e il sole.

 Appare all’improvviso  il mio ristoro,

quell’amore che solo

giustifica la vita:

solo alla fine lieve spicca il volo

il cigno che nel fango s’è smarrito

ed è Bellezza, adesso, che intravedo.

Marisa Cossu

Su foglie

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Alfons Mucha, Autunno, 1896

Alfons Mucha, Autunno, 1896

 

Su colorate foglie d’autunno

ci sono i passi  della bambina

che in me cantava voci di bosco,

il vago suono del vento, la trama

dei rami pendenti da un cielo

trapassato da una lama di sole.

Indaghiamo il  limitato universo,

ci appropriamo delle cose che mai

sentiremo allo stesso modo ,

che sedimentano scorie di magia

nella semplice visione interiore

prima che il tempo trasformi

il possibile nucleo del divenire

in quelle che saremo per sempre;

ma altrove ti trascina il tempo

dove il mondo ti mostrerà  volti

di pietra induriti dal male,

una conca d’acqua evaporata,

montagne di sale, dolore vivo,

il ventre vuoto di madri, guerra.

La morte dissimula la vita,

breve illusione di un attimo

creduto eternamente vero,

perché io sia oggi quel che sono,

disincantato groviglio di memorie

abbandonato nelle mani del tempo.

©Marisa Cossu