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Ora che il tempo

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Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo naufragare

la vita già vissuta come l’onda

che sulla riva opposta si allontana,

mentre, tra i resti delle cose amate,

si adagia il mio pensiero e stanco sfoglia

il libro del mio vano divenire;

marino incanto che spumeggia e lotta

tra i venti e le tempeste,

campo di pane che alla trebbia piega

le spighe al suolo scuro.

Quando l’Estate macinava il grano

ero un uccello libero nel volo,

che di gazzarre poi faceva nido;

sempre quelle domande all’infinito:

dove va il vento, dove quel confine

che con un freddo brivido m’inquieta;

chi taglia i rami alle morte stagioni,

chi dell’Eterno svela il volto buono.

E domandavo alle notturne stelle

se l’attimo fuggente

sarebbe ritornato come allora

a parlarmi d’immenso;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

 

Ora che il tempo

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The lost garden- Heligan

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo il mare e penso

alla vita trascorsa con il vento

e sulla riva opposta si allontana.

Quando l’estate macinava il grano

ero un libero volo che di sera

tra rovi si beava spensierato,

leggero come nuvola di velo,

felice di sorridere alle stelle,

di contarne le scie che luminose

inebriavano il cuore di poesia.

Sempre quelle domande all’infinito:

 sapere il vero senso del finire

dell’istintivo amore per la vita;

se l’attimo fuggente, che annullava

con dolci sogni il nulla della notte,

sarebbe ritornato come allora;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce,

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

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Ricerca

 

Anch’io sono salito sulla cima

di un acero d’argento rivestito

per incontrare Dio, mai visto prima;

 

lo sguardo contemplava l’infinito

le verdi valli e l’infuocata lava,

lì del Signore il segno era scolpito.

 

E vidi l’uomo figlio di quel segno,

ricurvo e solo, perso e senza appiglio

nell’eterna ricerca di quel Regno.

Marisa Cossu

Veglio stasera

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Immagine (blingee).gifVeglio stasera

Ora veglio i tuoi occhi addormentati,

gli sparsi capelli di seta chiara

sul morbido guanciale,

la piega più serena delle labbra

e il respiro che elevi,

dolce e impercettibile,

profumato di baci.

Siede silente, tra di noi la notte

vigila il nostro sogno d’infinito,

Regina incoronata di alme stelle,

giace nel caldo trono e ci contiene;

ci avvolge quando sale

lo spento brontolio del temporale

che s’annuvola altrove,

e il vento geme in un suono di pianto

tra dimenticati rami di bosco,

dove finisce amore:

scorre un fiume sui sassi levigati

dalla tenera forza di memoria

per versarsi in un canto

che sospira il rimpianto.

Entra dalla finestra la Regina

imbiancata dalla pallida luna

e ci regala il senso del domani,

quando saremo soli

e il trono fuggirà dalle tue mani;

prepara un altro trono,

siede tra nuovi amanti,

trama altra vita e scrive nuove veglie.

Per noi soltanto il giorno sarà vero.

Marisa Cossu

 

La vita

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Pablo Picasso, La vita, 1903

Cos’è mai la vita…

un viaggio da una stazione

ad un’altra sconosciuta,

un diario da riempire di parole,

di pensieri e di gesti ordinari,

una parentesi che s’apre in un grido di gioia

e si chiude nel silenzio.

In mezzo, il tempo dell’orologio,

la scansione delle stagioni,

i frutti, l’amore, la festa,

lampi di poesia e felicità

e l’ingiallirsi delle foglie,

i tuoi capelli di cenere,

qualche caduta e qualche colpo al cuore;

i giorni e le notti con la tua musa

e i ricordi, la colpa di vivere ancora,

mentre cadono i sogni

e coloro che ami vanno via.

Si, solo l’amore giustifica la vita,

rende chiara la meta

e il ritrovarsi oltre,

credere nell’infinito.

arisa Cossu

Il cerchio magico

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Lucio Fontana, “Venezie”, 1961

Siede il tempo e riposa

sull’indurita pietra dove eterna

trascorre l’ombra che silente pesa,

seguendoti non vista, passo passo,

il fuggevole tempo di ogni cosa.

Sazia di vita e stanca

ritorna l’ombra grigia nell’attesa,

il fine appresta di colui che corre

senza fermarsi, ignaro

del segno circoscritto al suo cammino,

magico cerchio, limite ignorato

nella corsa dei giorni all’infinito.

Il tempo annoda i fili del destino

nel curvilineo spazio del tuo vuoto

ed è misura, calcolo inventato.

Finge d’essere vita anche l’inganno

pulsante con il dubbio

nell’antica caverna del pensiero:

tu non saprai se l’esistente è vero

o immagine creata dalla mente.

Marisa Cossu

Ascolta il mare

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Ogni conchiglia ha la sua storia … una voce che canta l’immenso, l’infinito.

 

Ascolta il mare:

nella vuota conchiglia

abbandonata sulla sabbia

all’infinito ripete il suo verso

di assoluta eternità,

tu ne sei parte.

Come il tempo ti annulli

nell’evanescente soffio

di insostenibile musica

e non esisti,

non appartieni a nessuno,

rimani muto

nel fluido frangersi dell’onda

nel ritorno della vita;

non sei né tempo, né nulla

e solo il suono del vento

ti attraversa;

colma d’impalpabile senso

la leggerezza dell’oggi,

la fossile memoria,

dell’ accaduto.

Marisa Cossu

Il silenzio

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Il silenzio genera l’invisibile;

i pensieri prendono forma,

le cose respirano, si animano,

sussurrano il proprio nome,

si nutrono di solitudine,

emergono dalla memoria

e come stelle fisse

splendono di luce propria.

Nell’infinito volteggia

la lieve sostanza sospesa

della coscienza sommersa;

entra nell’abisso muto dell’io,

dove l’ignoto mai visto si svela

prima che il segno diventi parola,

la parola che scrivo, che sento;

una flebile traccia d’amore.

Marisa Cossu

Poesia

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Nell’infinito vagano le stelle…

 

 

Nell’infinito vagano le stelle

lievi segni descritti dalla notte,

strie di vascelli erranti

che vivono d’amore nell’incanto

della volta celeste e delle onde

dove la solitudine è più nuda.

Trascendentale, timida compagna

in quest’ora tu posi sulla fronte

le parole segrete, i suoni rari

che non trovo tra gli altri e mi consoli

mentre mi resti accanto e di te nutri

l’animo mio  e il canto con te rechi

oltre la notte, oltre il nuovo giorno.

Solo con te io  varcherò il confine

dove sono gli opposti delle cose

e li vedrò con lucida chiarezza

per l’unico mistero che li spiega.

©Marisa Cossu