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Mistero

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Matisse, Viso senza volto

 

 

Si scioglie l’infinito nelle cose

lasciando segni e impronte dell’eterno

su inerti forme dal tempo corrose.

 

Germina un seme come pura essenza

e il resto giace sotto il nero verno

regolatore di nuova presenza.

 

Nel rinnovare ancora l’esistente

naviga in un non luogo anche il pensiero

per silenziose nubi in mezzo al niente

e l’utopia si annida nel mistero.

Marisa Cossu

CONOSCENZA

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17- The Stone

Barbara Missana, The stone

 

 

Di conoscenza l’uomo varca il regno

alla grande scoperta del sapere

e indaga nel mistero con l’ingegno

dove l’amore genera il volere.

 

Sol “chi ama conosce”, questo è il pegno

di chi si affanna per poter vedere

l’essenza delle cose e sfiora il segno

dell’infinito bene, nelle sfere

 

del ritmico ingranaggio cuore-mente

dove nascono idee, sensi e passioni

che non capiamo. E ci sentiamo persi,

 

soli e smarriti, dal vuoto sommersi

tra i poli opposti di forti emozioni,

ma nulla noi vediamo chiaramente.

Marisa Cossu

 

DOMANDE

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Albardili, L’ATTESA

 

 

Domande

Da dove vengo; forse da un silenzio

fattosi sangue per un grumo sciolto

da pietra di caverna;

forse dal lato spazio d’infinito

che non conosco e miro.

 Vago nell’esistente, la mia vera

ragione è scritta in questo manifesto

 di cose intorno al sole

e in esso senza peso mi rigiro.

 

Come si spiega questo tutto, avaro

di segni e di speranza,

in uno stesso luogo e stesso tempo

tra melma e fango, dove i morti tronchi

tagliano strade vuote;

e poi ristoro d’ acqua,

dove uno spento faro

imbianca la scogliera

fino a mostrarsi acceso, intermittente.

Lì depongo le braccia sanguinanti,

ali imbrattate dal terreno affanno,

dentro il dolore che mi ha ben nutrito.

 

E mi salvai per la vincente forza

di un volo di pagliuzze misterioso

che si levava al sole 

e con esso splendente trascinava

l’ultima spina di una bianca rosa.

Marisa Cossu

 

 

 

Ora che il tempo

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Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo naufragare

la vita già vissuta come l’onda

che sulla riva opposta si allontana,

mentre, tra i resti delle cose amate,

si adagia il mio pensiero e stanco sfoglia

il libro del mio vano divenire;

marino incanto che spumeggia e lotta

tra i venti e le tempeste,

campo di pane che alla trebbia piega

le spighe al suolo scuro.

Quando l’Estate macinava il grano

ero un uccello libero nel volo,

che di gazzarre poi faceva nido;

sempre quelle domande all’infinito:

dove va il vento, dove quel confine

che con un freddo brivido m’inquieta;

chi taglia i rami alle morte stagioni,

chi dell’Eterno svela il volto buono.

E domandavo alle notturne stelle

se l’attimo fuggente

sarebbe ritornato come allora

a parlarmi d’immenso;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

 

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Ricerca

 

Anch’io sono salito sulla cima

di un acero d’argento rivestito

per incontrare Dio, mai visto prima;

 

lo sguardo contemplava l’infinito

le verdi valli e l’infuocata lava,

lì del Signore il segno era scolpito.

 

E vidi l’uomo figlio di quel segno,

ricurvo e solo, perso e senza appiglio

nell’eterna ricerca di quel Regno.

Marisa Cossu

Veglio stasera

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Immagine (blingee).gifVeglio stasera

Ora veglio i tuoi occhi addormentati,

gli sparsi capelli di seta chiara

sul morbido guanciale,

la piega più serena delle labbra

e il respiro che elevi,

dolce e impercettibile,

profumato di baci.

Siede silente, tra di noi la notte

vigila il nostro sogno d’infinito,

Regina incoronata di alme stelle,

giace nel caldo trono e ci contiene;

ci avvolge quando sale

lo spento brontolio del temporale

che s’annuvola altrove,

e il vento geme in un suono di pianto

tra dimenticati rami di bosco,

dove finisce amore:

scorre un fiume sui sassi levigati

dalla tenera forza di memoria

per versarsi in un canto

che sospira il rimpianto.

Entra dalla finestra la Regina

imbiancata dalla pallida luna

e ci regala il senso del domani,

quando saremo soli

e il trono fuggirà dalle tue mani;

prepara un altro trono,

siede tra nuovi amanti,

trama altra vita e scrive nuove veglie.

Per noi soltanto il giorno sarà vero.

Marisa Cossu

 

La vita

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Pablo Picasso, La vita, 1903

Cos’è mai la vita…

un viaggio da una stazione

ad un’altra sconosciuta,

un diario da riempire di parole,

di pensieri e di gesti ordinari,

una parentesi che s’apre in un grido di gioia

e si chiude nel silenzio.

In mezzo, il tempo dell’orologio,

la scansione delle stagioni,

i frutti, l’amore, la festa,

lampi di poesia e felicità

e l’ingiallirsi delle foglie,

i tuoi capelli di cenere,

qualche caduta e qualche colpo al cuore;

i giorni e le notti con la tua musa

e i ricordi, la colpa di vivere ancora,

mentre cadono i sogni

e coloro che ami vanno via.

Si, solo l’amore giustifica la vita,

rende chiara la meta

e il ritrovarsi oltre,

credere nell’infinito.

arisa Cossu

Il cerchio magico

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Lucio Fontana, “Venezie”, 1961

Siede il tempo e riposa

sull’indurita pietra dove eterna

trascorre l’ombra che silente pesa,

seguendoti non vista, passo passo,

il fuggevole tempo di ogni cosa.

Sazia di vita e stanca

ritorna l’ombra grigia nell’attesa,

il fine appresta di colui che corre

senza fermarsi, ignaro

del segno circoscritto al suo cammino,

magico cerchio, limite ignorato

nella corsa dei giorni all’infinito.

Il tempo annoda i fili del destino

nel curvilineo spazio del tuo vuoto

ed è misura, calcolo inventato.

Finge d’essere vita anche l’inganno

pulsante con il dubbio

nell’antica caverna del pensiero:

tu non saprai se l’esistente è vero

o immagine creata dalla mente.

Marisa Cossu

Ascolta il mare

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Ogni conchiglia ha la sua storia … una voce che canta l’immenso, l’infinito.

 

Ascolta il mare:

nella vuota conchiglia

abbandonata sulla sabbia

all’infinito ripete il suo verso

di assoluta eternità,

tu ne sei parte.

Come il tempo ti annulli

nell’evanescente soffio

di insostenibile musica

e non esisti,

non appartieni a nessuno,

rimani muto

nel fluido frangersi dell’onda

nel ritorno della vita;

non sei né tempo, né nulla

e solo il suono del vento

ti attraversa;

colma d’impalpabile senso

la leggerezza dell’oggi,

la fossile memoria,

dell’ accaduto.

Marisa Cossu