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INDIFFERENZA

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Io ed EGO

L’indifferenza è il veleno del nostro tempo egotico, l’inquinamento globale della coscienza, l’inferno soggettivo e sociale in cui l’individuo elide l’altro da sé ripiegando su se stesso e sui propri esclusivi bisogni.

A rendere possibile questo innaturale comportamento umano, a portare l’uomo fuori dalla sua naturale predisposizione alla socialità, molti fattori storici, politici, economici e tecnologici , sono intervenuti in modo quasi incontrovertibile, modificando la percezione stessa delle relazioni interpersonali e la consapevolezza di essere,sebbene diversi, parti dello stesso universo, dita della stessa mano.

L’indifferenza è assenza di emozioni e sentimenti, chiusura nel malessere personale e sociale che divora ogni slancio vitale e cancella le forme più aperte di comunicazione.

È distacco intellettuale e affettivo dall’umanità propria e dall’umanità  contemporanea, ma anche indisponibilità a guardare in volto il dolore, il male riflesso nello specchio dei propri occhi.

Una fuga nel vuoto della consapevolezza…deprivazione.

Ed ecco che l’uccello nero dell’ansia entra nella nostra testa, si nutre del nostro tempo, ci toglie il canto e il respiro, senza che nessuno spieghi come uscirne, che cosa fare, come si amo potuti giungere fin qui.

Marisa Cossu

Non un fiume

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Bocklin, L’isola dei vivi, 1888

Non un fiume divide

la città celeste

dal dolore dell’uomo,

non un fuoco o un castigo,

ma un assurdo silenzio,

un’afflitta pena d’odio,

il piangente malessere

del vivere ogni giorno con se stessi

e sentirsi smarriti in luoghi alieni.

Ciascuno afferra il suo sospeso segno,

una fatua favilla che rischiara

il timore dell’essere disperso

nel vuoto personale del non-senso;

ma brilla per un tempo troppo breve

il lampo di riflessa luce e scalda il cielo;

ciascuno cerca l’isola felice

fuori di sé e ne segue la traccia

di sogno e di illusione,

personifica Stige come dea

nel tempo che separa le due sponde.