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All’Elba

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Isola d’Elba

All’Elba

 

Il mito è ancora qui

sui ciottoli screziati delle Ghiaie

tra l’acque del sommerso porto Argivo;

forse nessuno prima aveva visto

i naviganti eroi cercare il vello

e riposare stanchi sulle rive

di antichi santuari in fondo al mare;

forse nessuno ancora aveva visto

i relitti del tempo riaffiorare

dove il futuro a navi immaginarie

riservava il compianto,

un silenzio marino di campana

rapita dagli abissi del dolore.

Ma il grido è ancora qui:

rifrange l’eco il pianto di un amore

immemore e consunto

e l’isola prescelta dalla Dea

verdeggia ancora intorno alla dimora

che s’affaccia silente e misteriosa

tra le rocciose grotte presso il mare.

A te perla Aethalia il dolce canto,

a te il Tirreno guidi i suoi delfini.

Ti sia propizia l’onda

e lieve il Maestrale.

 

Marisa Cosssu

ICARO

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Matisse, Il volo di Icaro

 

 

Mi prende voglia di provarci anch’io,

aprire di me stesso il labirinto

sciogliere il laccio da cui sono avvinto

 verso il sole volare come un dio.

 

Icaro guarda dal suo mito il mio,

larghe le ali che di pece ho tinto

-nel quadro di Matisse son dipinto-

attratto dal supremo barbaglio

 

del Sole eterno, e forte frenesia

 mi spinge dove non si può salire,

né mutamento aiuta a ritornare

 

della mia apoteosi in fondo al mare,

se non sciolto nel fuoco per morire,

uccello, uomo, qualunque cosa sia.

Marisa Cossu

 

Aspetterai

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Senza di me navigherai sperduto

per onde e mari dalle vaste rive

e non potrai voltarti per vedere

che cosa mi trattiene e lega a terra.

 

Aspetterai che il passero ritorni,

come ai bei tempi, a saltellarmi intorno,

che mi susciti amore e una carezza;

ma null’altro che il vuoto mi raccoglie,

 

la notte mi ghermisce per la veste,

 liquida mi discioglie nella forma

dell’acqua senza posa e sono fiume

 cantato dai poeti, quel Galeso

 

dove vivemmo il mito , il dolce vino,

l’incanto della prima giovinezza.

Tu, Sole, eterno passi in alto: segui

quell’arco che ci sfugge e in ombra muore.

Marisa Cossu