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Il mio amore

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G. de Chirico, Pianto d' amore

G. de Chirico, Pianto d’ amore

Il mio amore ha pudore delle parole,

conosce la misura dei gesti,

affonda radici nella tenerezza

e ogni giorno tempera l’ansia della solitudine;

cammina con la mia passione verso il cielo

della tua azzurra  Stella Polare;

mi accompagna ogni notte il bisogno di te

che vivi nella struttura del mio cuore

con inspiegabile necessità.

Per questo ti amo; per il tuo respiro,

per le tue mani lievi, per la tua voce suadente;

perché abiti in me da sempre,

così diverso ma comprensibile,

parte di me più vera e irrinunciabile.

© Marisa Cossu

Riflessioni sulla ” SERENITA’ “

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Coltivare la serenità è una delle più impellenti necessità dell’ uomo di tutti i tempi, oggi a maggior ragione a causa della crisi globale della società.

Come individuo e come gruppo l’ uomo fatica a porsi in una situazione equilibrata e si lascia sfuggire le ragioni per progredire verso la consapevolezza.

IL pieno accorgersi di noi stessi, non è situato in un irraggiungibile iperuranio di cui siamo ombre della platonica caverna, ma consiste nel conoscere il” qui ed ora”, l’ attimo in cui nell’ interiorità spazio e tempo coincidono, l’ unicum tra corporeità e spiritualità.

Il “qui ed ora” impone di FERMARSI allo STOP dove s’ incontrano Arte e Mente e si svelano l’ un  l’altra in uno scambio empatico: fermarsi, respirare, sentire tutti gli elementi dell’ esistente, compenetrarli e farli pulsare nella nostra anima.

Come coltivare la serenità, fragile giunco esposto al vento della vita?

Forse possiamo iniziare così:   SOFFERMIAMOCI ad esaminare pensosamente le nostre emozionì, tempeste, prigioni; incontriamo in questo spazio liberatorio la parola, la musica, l’ arte, il volo dello spirto; accettiamo di essere un corpo, un respiro, un breve ma significativo suono nell’ immensità del mistero che ci avvolge e che fa parte della vita; accettiamo di guardare all’ interno dell’ involucro che contiene i domini, i sogni, la speranza di un ritorno; scopriamo lo scopo del nostro vago e tremulo apparire sulla scena del mondo; sentiamo di non essere soli al mondo, ma parti dell’ universo strettamente congiunti alle cose e agli altri; poi continuiamo a camminare, consapevoli equilibristi sulla lineare fune che lega i tempi della nostra vita con nodi che dovremo superare senza il timore di  doverli sciogliere.

La SERENITA’ è conseguenza di tutte queste accettazioni.