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Quadri

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Frida Kahlo, autoritratto con vestito di velluto

Frida Kahlo, autoritratto con vestito di velluto

I quadri mi guardano dalle pareti

con l’immobilità definitiva dei morti:

sono madri, padri, fratelli e sorridono

a tutti e a nessuno con rigide labbra

di un rosso sbiadito, enigmatico e stanco,

ora oggetti, mattoni colorati sui muri

come non fossero mai stati emozioni,

sangue dell’esistenza, liberi solo nell’aria

che  li attraversa in un filo di sole.

Traspaiono da finestre sempre aperte

impolverate e statiche, sul mondo dei vivi,

replicanti inconsapevoli del dolore, destinati

a ripetersi come se nulla fosse accaduto

sullo sfondo di un  momento di distacco.

Essi resistono nell’abitudine di essere visti,

ma non guardati, oltre il loro tempo,

come interroganti icone della memoria

dove ogni parola spenta si riaccende

nell’ oltre cui trattengo il mio pensiero;

la risposta a me stessa è camminare

sulle impronte del loro ieri esistito;

forse la vita è altrove, in luoghi indefiniti

ed io sono soltanto un timido riflesso

del loro essere immutabili e freddi

nella distante dimensione dell’ oltre.

©Marisa Cossu

Nessuno

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Nessuno ha mutato in marmo

la mia evanescente presenza,

né ho incontrato un’immagine

del mio essere uguale a se stessa.

Non posso riconoscermi

se non nell’altro da me,

in linguaggi lontani, in segni,

dove sbiadiscono i contorni

della differenza e gli opposti

sono unica cosa nella realtà

non visibile del mio pensiero.

Città

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Taranto, chianche del  Borgo Antico

Taranto, chianche del Borgo Antico

Cammino per la città:

non c’è cosa che mi appartenga

nemmeno un mattone scrostato

nemmeno una finestra già chiusa;

ed io non appartengo a nessuna

delle cose che mi circondano,

delle ombre che m’ incontrano.

E non sono nemmeno qui

sono altrove e nessuno lo sa.

STASERA

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Lucio Fontana, Concetto Spaziale Attesa 1967

Lucio Fontana, Concetto Spaziale Attesa 1967

Stasera

non mi aspetta nessuno

non devo andare da nessuna parte

resto su questa pagina

mi escludo

in solitudine perfetta

assente ai miei pensieri

estranea alle emozioni

del mio animo.

Qui

sospendo

 immagini e parole

per un tempo migliore,

subisco la coscienza

dell’ inutilità.

Stasera

non mi aspetta nessuno

non devo andare da nessuna parte:

questo è il segno del nulla

nel perenne confronto

tra il pensiero

e la pagina

vuota.