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L’isola

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San Pietro-Taranto-Isole Cheradi

Avete mai visto l’isola

attraverso il trasparente pallore delle nuvole

adagiate sul confine del mare

in una cappa di calura estiva?

E nell’isola  una spiaggia dorata,

lievi impronte di giovinezza, passi nudi

vaganti senza meta tra dune e macchie di erica.

Avete mai visto i sassi rotondi della scogliera

rifrangere la luce del cielo nello specchio

di chiara acqua marina?

In me  l’incanto si rinnova,

nulla è mutato nel mio animo.

Quell’isola mi appartiene

con la dolcezza della bella stagione

o con l’aspro rompersi del tempo

quando il gheppio smette di fischiare,

i passeri si fermano ebbri di sole e di salsedine,

il mare corrode le rive, cancella i passi,

li discioglie nella schiuma di un’onda lenta,

le nuvole si fanno grigie e la pioggia si annuncia

tra brividi e aliti di scirocco.

Avreste mai creduto che uno strano poeta

rassomigliasse a quest’isola,

fosse sabbia e mare, roccia e uccelli,

diventato egli stesso isola in un altro tempo,

in un altro luogo immaginario

dell’infinito mare dalla vita.

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MUSICA

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Kandinsky e la musica

Aprimi l’anima.

Rubami il piccolo assoluto io

che l’infinito trascina tremante

nella percezione della bellezza.

Posami in una fresca cascata,

nel fragore dell’uragano e dammi pace

nel diradarsi di fragili nuvole bianche.

Confondimi alla sonorità della terra

nel pacificato spartito della melodia,

al musicale dialogo che s’acqueta

dopo aver pianto nel respiro del vento.

Prendi  la mia poesia che con te vive;

Nel finito universo senza eco

 siano fresche note le parole,

la tua voce immortale. Ti ascolto

…e mi si ferma il cuore.

Marisa Cossu

Tutti quelli che amo

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Mark Chagall, Studio per Pioggia, 1911

Sulla strada del mare gli uccelli

con me vanno tra nuvole basse:

sono alati o, pensieri ribelli,

voli di pioggia o umide masse

lievi, cadenti in velate cortine,

in freschi lavacri purificanti

dove più netto è il confine

tra il sole e le ombre passanti.

Tutti quelli che amo, come viandanti

si bagnano alla stessa pioggia;

ciascuno è una goccia salmastra

che scava con il suo liquido seme

in un ricordo d’amore, e nessuno

è così lontano da non essere insieme.

© Marisa Cossu