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Malessere

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Sonetto

ABAB ABAB CDE EDC

Con quale forza ti costringe il male

che sugge il sangue, avvelena e mai tace

ferma il moto dell’anima vitale

ed imprigiona dove non c’è pace.

 

L’inferno brucia e l’alto grido sale

dal balbettio dell’ essere incapace

di liberare dalla pece l’ale

avvinte da un malessere tenace.

 

E mi ribello al male che ti afferra,

sento la colpa invadermi le vene

 e temo di lasciarti perso e solo

 

dove per te e per altri non c’è volo,

in un distratto mondo tra le pene

del disperso non luogo della terra.

Marisa Cossu

A VOLTE

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Enrico Ganz, Sera d’inverno

A volte

 

A volte trovo pace in una zona

dove a me stessa parlo e, come nuda,

dal più profondo la parola suona

 

povera ed essenziale, spesso cruda,

nel dichiarare ciò che altrove è vano,

con la forza discreta di acqua pura.

 

È la voce che canta senza orpelli

la verità dell’essere, cercata

nel seno di quell’eco che, spogliata,

leggera sale e canta con gli uccelli.

Marisa Cossu

 

Ombra

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IL segreto dell’ombra

Ombra discesa sulla breve vita

trascorri come uccello nella sera

e semini l’attesa che, sopita,

copre del mondo la pietrosa sfera.

 

 

Ma l’ombra lieve viene a darmi pace

dopo un duello duro ed infuocato,

lei mi raccoglie mentre il cuore tace

e il respiro s’acqueta rassegnato.

 

Forse sei tutto o forse solo  foglia,

una semplice pietra o quel frammento

del tempo vano che di me si spoglia,

 

un libro scritto sul far d’un bel giorno

dove parlai d’amore a te soltanto,

mia vita, ed ora so che non ritorno.

Marisa Cossu

LA GUERRA

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                                                                     The Scream by Edvard Munch( L’urlo di Munch)

Lasciate in pace

i morti della guerra

ammassati nell’ ombra dei cortili

nei cimiteri di pietra

sotto legni senza nome

solo numeri

dell’ orribile conta.

Lasciateli sotto la terra

dove le madri hanno deposto un fiore

tra macerie bruciate

nel fumo d’ odio

sotto alberi spezzati

e l’ urlo delle donne.

 Lasciate in pace i vivi

avviliti fantasmi di memorie

di fame e di dolore

senza casa né storia

dispersi per il mondo su barconi

su treni, su camion per fuggire

lontano a piedi nudi.

Lasciate in pace

questa povera terra

violentata e corrotta

da nuovi e antichi barbari.

…e  riposi anche il pianto

nel sorprendente

silenzio delle armi.