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La sera

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La sera

(Novenario)

Ed ora che cade la sera

si accendono vivide stelle

sui dirupi della scogliera

e brillano come fiammelle.

 

Un vuoto silenzio pervade

nel breve divino momento,

il rumore che mormora e sale

dal marino vago lamento.

 

Un attimo solo di quiete

sereno mi guida per mano

dalle storie piccole e liete,

 all’amore che ho pianto  invano.

Marisa Cossu

Attesa

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Cigno

Attesa

E non farà rumore la Bellezza,

forse in silenzio e pura,

sarà soffio di pioppo alla mia porta,

una lanterna fioca nella notte,

un bisbiglio di petali dischiusi

al davanzale di una gioia breve.

Ma non avrà bisogno di parole,

né poetico canto avrà descritto

il tempo che si appresta;

non saprò cosa gemmi dal torpore

di un oscuro destino,

parte migliore,forse, di me stessa;

lo accettai per soffrire ,

espiando la vita a me concessa

in cerca di una luce.

Qualcosa già mi chiama nella sera,

muta, velata dal groviglio stretto

delle passioni che per questa vita

camminamenti scavano nel vuoto,

nel lungo viaggio tra l’abisso e il sole.

 Appare all’improvviso  il mio ristoro,

quell’amore che solo

giustifica la vita:

solo alla fine lieve spicca il volo

il cigno che nel fango s’è smarrito

ed è Bellezza, adesso, che intravedo.

Marisa Cossu

ARITMIA – Premio letterario “Albero Andronico”-

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Premio letterario Albero Andronico, Sala della Protomoteca in Campidoglio, Roma, 3 Aprile 2015 Protomoteca in Campidoglio, Roma,

Premio letterario “Albero Andronico”, Sala della Protomoteca in Campidoglio, Roma, 3 Aprile 2015

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Aritmia

Da questi palpiti incalzanti

del cuore e delle vene,

dal dolore del petto e delle braccia,

stasera sfido il varco della morte

la soglia che mi chiama dal mio giorno.

In me suonano i tamburi della foresta,

sibilano le canne scosse

da un forte vento;

sulle sponde infuria la burrasca.

stridono i gabbiani impazziti

fuori e dentro me.

Perché gemono

milioni di ombre sofferenti,

gettano il lacerante urlo

alla pareti, nell’armadio,

aggrappate all’albero

adombrato dalla finestra…

perché l’assassino perseguita

la mia stanchezza

con luci intermittenti

e disarmonici suoni…

Vorrei cadere in un silenzio

più profondo del mare

per non sentire la tenace voce

della cosa che mi trattiene.

Non è solitudine più vasta

dell’immenso, consapevole addio.

Vorrei chiudere gli occhi nel silenzio,

che cessi il rumore del mio petto,

che salga in me la calma,

il sonno, la luce di un mattino

mai vissuto.

(Poesia inedita di Marisa Cossu, presente nell’Antologia pubblicata da “Albero Andronico”)

…E Buona Pasqua a tutti gli amici lettori e visitatori del mio blog!