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Ora che il tempo

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The lost garden- Heligan

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo il mare e penso

alla vita trascorsa con il vento

e sulla riva opposta si allontana.

Quando l’estate macinava il grano

ero un libero volo che di sera

tra rovi si beava spensierato,

leggero come nuvola di velo,

felice di sorridere alle stelle,

di contarne le scie che luminose

inebriavano il cuore di poesia.

Sempre quelle domande all’infinito:

 sapere il vero senso del finire

dell’istintivo amore per la vita;

se l’attimo fuggente, che annullava

con dolci sogni il nulla della notte,

sarebbe ritornato come allora;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce,

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

MALESSERE

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Klimt, Morte e vita

 

Ti vissi, vita, come una condanna,

dai miei dubbi in catene relegata,

senza sapere mai quel che mi affanna

né come il bene mi abbia abbandonata;

 

e vivo il tempo nella folle corsa

di giorni vuoti a tratti dominati

da brevi lampi e dall’acuta morsa

delle illusioni, di attimi segnati

 

dalla pena del vivere morendo,

aliena agli altri e forse anche a me stessa,

pietra di un cielo che non dà ritorno.

 

E alla volta del sole sto salendo:

solo adesso riappare la promessa

che dall’alto mi mostra il vero intorno.

Marisa Cossu

 

Il mio presepe

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Il mio presepe

 

Il mio presepe dalla culla vuota

tenero e antico mi sommuove il cuore

quando discioglie i veli del passato,

che passato non è col suo dolore.

E ancora inchioda al tempo

il mio tormento per il bambino

che più amavamo in terra

come splendente dono del Signore

e fu lucente stella messaggera,

un bel fiore sbocciato in una serra

e poi  lampo svanito

di una cometa alata

ormai discesa con l’argentea coda

tra gli angeli dipinti sullo sfondo

del perenne presepe senza luce,

dipinto in casa come arcaico segno.

 

Marisa Cossu

 

Se mi ami

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Amami questa notte,

amami ora, il tempo di una rosa

dai petali caduti come piume

sui leggeri respiri della notte.

Amami per un attimo

o lasciami per sempre nel mio sogno,

dove questa finzione appare vera

nell’ardita speranza del domani

che già scolora trepida,

nel vano mio destino senza sole,

se tu non m’ami o non sai darmi amore

nemmeno per quel petalo di tempo

che s’adagia sui nostri piedi nudi.

Marisa Cossu

 

Spesso incontrai

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Spesso incontrai il dolore e tristi note

versai nelle parole del mio foglio

che ancora nel profondo mi percuote

pur se non voglio;

 

spesso dimenticai la mia rovina,

i tentativi sono stati tanti,

ma impietosa memoria mi trascina

con i miei canti.

 

E risospinge nello stretto imbuto

ogni mio nuovo ardore, nel rimpianto

del più bel tempo che abbia mai vissuto,

goduto tanto;

 

forse era solo amor di giovinezza,

forse solo di un fiore la caduta,

l’unico bene nato alla bellezza

ormai perduta.

 

Marisa Cossu

(Ode saffica)

Cerco te

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Barbara Missana, Arlequin, 2012

Tra le cose perdute

o nel lento disfarsi di una rosa,

nei tesori d’argento incatenati

al percorso del vento,

nella tenera ombra di un’immagine

che ancora colpisce l’anima,

io cerco te, mio fuoco incandescente;

tra le rovine del cuore,

nella follia che cancella la luna,

e come una colomba di Magritte,

posa il vuoto di nuvola sulla mano;

cerco te, che versi la tua assenza

nelle ore di solitudine

e mi rechi i ritorni senza fermarti

in un refolo di maestrale,

affinché io continui a cercarti

nell’incerto sogno della vita.

Marisa Cossu

Spegnermi

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H. Matisse, Icaro 1947

H. Matisse, Icaro 1947

 

E dovrò spegnermi anche stasera,

addormentarmi e poi cedere al sogno,

forse morire un’altra volta,

ritrovare le cose che si perdono

dove cieli di carta e volti bianchi

avvolgono i miti della mente

che in altro modo ripete la realtà.

Sarà forse una traccia,

un frammento indistinto di coscienza

vivente nel nascondersi dell’io,

sogno ed essenza insieme,

immagine e realtà di abiti dismessi,

la cadenza di passi senza peso,

un abbraccio quasi simile al tuo,

forte e sicuro, sentito nell’estinguersi

dell’attimo di un tempo indefinito,

incolore, sbiadito, ormai lontano,

come contorni di lineamenti amati

ancora belli in un soffio d ‘amore,

evanescenti, in una vecchia foto.

Marisa Cossu

 

 

 

 

 

Accade a volte

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Le lacrime di Feryja, Gustav Klimt

 

Accade a volte che la mente vaghi

per notturne traiettorie in pensieri di eternità:

la vita dissolta nella morte, lo scorrere del tempo,

il solco degli uccelli nel cielo senza fine

lontano e inconoscibile che continua a girare

indifferente non so dove, né come,né perché;

forse gli opposti vivono in un unico abbraccio

e si separano solo nella paura del silenzio,

si avvolgono nell’acme dello stesso grido,

la stessa voce di qualcosa che nasce,

apre la terra, gioisce del respiro dell’erba,

la stessa voce di qualcosa che cade

nel segreto di un’ombra di memoria.

Marisa Cossu

Verità

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Quadro  (allo specchio)

 

Disegnavi con le mani

le tue parole,

i pensieri volavano lievi,

come ali d’uccello

discorrevano sulle labbra

in versi brevi.

 

E sorridevi con gli occhi,

con il corpo illuminato

dall’interno splendore

della tua intima verità,

io già ombra del vissuto

abbandonato alla sera.

 

Non appariva immagine

di forme, linee o punti,

sospesi ai fili delle dita,

destavi senza voce

dal nascondiglio

del tuo essere esistito,

il desiderio di possederti

bene infinito e nudo.

 

Oh divina presenza,

all’apparire ti mostravi vera,

l’essere nell’assenza nascondevi.

Nel divenire incerto della vita,

la mia ombra sbiadiva con la sera

e a me l’avaro tempo ti rubava.

Marisa Cossu