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A VOLTE

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Enrico Ganz, Sera d’inverno

A volte

 

A volte trovo pace in una zona

dove a me stessa parlo e, come nuda,

dal più profondo la parola suona

 

povera ed essenziale, spesso cruda,

nel dichiarare ciò che altrove è vano,

con la forza discreta di acqua pura.

 

È la voce che canta senza orpelli

la verità dell’essere, cercata

nel seno di quell’eco che, spogliata,

leggera sale e canta con gli uccelli.

Marisa Cossu

 

E sarà la notte

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Quando il mare avrà cantato

tutte le canzoni e le conchiglie

non avranno più voce;

quando gli uccelli avranno smesso

di attraversare l’orizzonte

nella dorata vastità del tramonto;

quando sulla terra gli alberi

avranno perso le foglie

al soffio del vento

ed io sarò l’ultima, tremante,

pronta a volare nel mormorio

di quelle appena ammucchiate

in un vortice d’aria dimenticato;

…E sarà la notte.

Allora l’infinito aprirà le braccia,

mi stringerà a sé, cosa tra cose,

lamento e gioia di un attimo di verità.

E tu dove sarai, in quale gioia

o dolore dovrò cercare la tua forma

perché la tua bellezza ancora riempia

il vuoto scavato dalla notte.

© Marisa Cossu

Tutti quelli che amo

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Mark Chagall, Studio per Pioggia, 1911

Sulla strada del mare gli uccelli

con me vanno tra nuvole basse:

sono alati o, pensieri ribelli,

voli di pioggia o umide masse

lievi, cadenti in velate cortine,

in freschi lavacri purificanti

dove più netto è il confine

tra il sole e le ombre passanti.

Tutti quelli che amo, come viandanti

si bagnano alla stessa pioggia;

ciascuno è una goccia salmastra

che scava con il suo liquido seme

in un ricordo d’amore, e nessuno

è così lontano da non essere insieme.

© Marisa Cossu

DATEMI UN AUTUNNO

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 542580_501104123247786_1459389117_n[1]     (Renato Guttuso, Prato d’ Autunno)

Datemi un Autunno che scolori i capelli,

lasciate che mi accolga tra le foglie

e mi ricopra col suo mantello rosso

nelle notti che annunciano l’ Inverno

e mi porti la pioggia con l’ odore dell’erba,

che disseti la mia arida anima.

Datemi i pensieri delle foglie morte,

il volo degli stormi migranti a sud

per le immense rotte marine;

su quelle ali, lasciate che mi posi

come  foglia sollevata dal vento;

lasciate che consenta al mistero,

come gli uccelli, che per continuare

a cantare vanno leggeri e in pace:

non sai dove si fermeranno

in quali terre deporranno il nido;

dove riposerà nel tempo

la mia ansia di vita.

Ricordi

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E volavano uccelli

sulle chiome dei pini

e cantavano…

disarmonici, allegri

nella loro canora diversità.

Un ricordo per ogni volo,

per uno che va via,

sale più in alto,

o si cela per  gioco

tra i rami folti;

per uno che non può volare

e cade tra i cespugli;

per uno che mi saluta

sfiorandomi la spalla,

per uno che non ritorna…

un timido uccellino

portato via dal vento

gelido ed improvviso,

nella dolce  sera.