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IL RITORNO A CASA

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Immagine del Galeso, Taranto

Il ritorno a casa

 

Per questa strada priva di giardino

 è passato il mio cuore nel ritorno

dal viaggio della vita, un solo giorno

per rammentare d’essere bambino.

 

La fiamma d’oro mossa tra i capelli

 era vela del vento di maestrale

che negli occhi bruciava come sale

quando sferzava il viso ed i ribelli

 

riccioli, stretti in una treccia nera,

dalla tua mano, madre . Poi solevi

rimboccarmi la sciarpa e mi dicevi

di fare presto e non tardare a sera.

 

Sempre ritorno a casa, a quel momento,

che nel tempo vissuto ho superato.

In cerca di giardini ero volato,

lontano dalle strade di cemento.

 

Quante spine ho raccolto insieme ai fiori,

quanta vita ho perduto nel cercare

e come è faticoso ritornare

ora che tu mi chiami mentre muori.

Marisa Cossu

La vita

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Pablo Picasso, La vita, 1903

Cos’è mai la vita…

un viaggio da una stazione

ad un’altra sconosciuta,

un diario da riempire di parole,

di pensieri e di gesti ordinari,

una parentesi che s’apre in un grido di gioia

e si chiude nel silenzio.

In mezzo, il tempo dell’orologio,

la scansione delle stagioni,

i frutti, l’amore, la festa,

lampi di poesia e felicità

e l’ingiallirsi delle foglie,

i tuoi capelli di cenere,

qualche caduta e qualche colpo al cuore;

i giorni e le notti con la tua musa

e i ricordi, la colpa di vivere ancora,

mentre cadono i sogni

e coloro che ami vanno via.

Si, solo l’amore giustifica la vita,

rende chiara la meta

e il ritrovarsi oltre,

credere nell’infinito.

arisa Cossu

Come relitto

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Come relitto posato da tempeste

nei concavi abbracci marini,

da un un letto di morbida sabbia

guardo il cielo nella continuità

riflessa dalle onde stellate;

resto in un liquido sonno,

abbandonata in una bolla d’oblio

dove il mare  ricopre triremi, navi e città,

nelle valli subacquee più remote,

negli immersi sottosuoli

di strade divorate dal sale;

ma dell’uomo

 con essi per sempre sepolto

in dimenticate archeologie,

dell’uomo non v’è traccia.

Ora i legni parlano,

il ferro, gli alberi maestri,

le ancore infisse nella roccia;

 ma dell’uomo, dell’immane fatica,

dell’eroica navigazione,

dell’immensa nostalgia del viaggio,

solo le alte  onde sono eco.

© Marisa Cossu

Treni

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Claude Monet, Treno nella campagna 1870

Claude Monet, Treno nella campagna 1870

Le travi parallele del soffitto

narrano storie di viaggi

in piccole stazioni di provincia

dove il treno sferragliando fumante

rallenta in nubi di vapore

e ti accoglie in sedili di legno.

Ora  breve è il viaggio:

intercorre tra due pareti bianche

il ricordo di un orologio fermo,

di ciuffi d’ erba, di alberi fuggenti

e libri sparsi sulla panca

delle fredde attese, altra vita,

altro tempo ed  altre strade

su cui i sogni non s’ incontrano mai.

IL VIAGGIO

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C. David Friedrich (1774-1840), Viandante sul mare di nebbia

L’ uomo è sempre in viaggio

per giungere a se stesso,

per ritrovare l’ isola perduta

ultimo approdo in cui riposare,

rifugio degli affanni e di stanchezza

del cammino compiuto nella vita.

Ma che cos’ è il viaggio

se non questo bisogno di ritorno

per strade inesplorate, nei deserti

per onde, per mari, su navi senza vele

per raccogliere il vento;

e rubare l’ amore nelle case dei porti,

dormire sotto un cielo di stelle sempre nuove,

bagnarsi di pioggia e di parole

essere presi per incantamento

nell’ ombra dell’ oblio.

E subire l’ assedio di passioni

per capire che cosa provi il cuore

al di là del confine inesplorato.

… poi tornare,

eroi di un  tempo dalle mille sfide,

con le mani ricolme di tesori

vissuti nel percorso della mente.

GINESTRE

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Non sapevo che dietro la collina

e la schiera di arbusti senescenti

avrei incontrato un lago di ginestre.

Un sole stanco del solito cielo

s’ era posato ai piedi della valle

che lo guardava silenziosa e brulla

con gli occhi dei cespugli sempre verdi;

e da lì mi abbagliava coi suoi raggi,

con i fiori dorati,  risplendenti,

un miraggio assoluto di bellezza

irraggiungibile, una sfida

a intraprendere un viaggio,

un’ avventura gialla…

tuffarmi nel mistero, perdermi

tra i sentieri delle ginestre in fiore,

riempirmi di quel sole e portarlo lontano,

oltre il confine tracciato dal mio sogno,

una grande illusione, un altro giorno.