Archivi tag: vita

Ora che il tempo

Standard

giorgio_de_chirico_006_archeologo_1927[1]

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo naufragare

la vita già vissuta come l’onda

che sulla riva opposta si allontana,

mentre, tra i resti delle cose amate,

si adagia il mio pensiero e stanco sfoglia

il libro del mio vano divenire;

marino incanto che spumeggia e lotta

tra i venti e le tempeste,

campo di pane che alla trebbia piega

le spighe al suolo scuro.

Quando l’Estate macinava il grano

ero un uccello libero nel volo,

che di gazzarre poi faceva nido;

sempre quelle domande all’infinito:

dove va il vento, dove quel confine

che con un freddo brivido m’inquieta;

chi taglia i rami alle morte stagioni,

chi dell’Eterno svela il volto buono.

E domandavo alle notturne stelle

se l’attimo fuggente

sarebbe ritornato come allora

a parlarmi d’immenso;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

 

Ora che il tempo

Standard

 

The-Lost-Gardens-of-Heligan[1]

The lost garden- Heligan

 

Ora che il tempo inaridisce e gela

anche il soffio di un alito sul vetro

dalla finestra guardo il mare e penso

alla vita trascorsa con il vento

e sulla riva opposta si allontana.

Quando l’estate macinava il grano

ero un libero volo che di sera

tra rovi si beava spensierato,

leggero come nuvola di velo,

felice di sorridere alle stelle,

di contarne le scie che luminose

inebriavano il cuore di poesia.

Sempre quelle domande all’infinito:

 sapere il vero senso del finire

dell’istintivo amore per la vita;

se l’attimo fuggente, che annullava

con dolci sogni il nulla della notte,

sarebbe ritornato come allora;

ma passa il tempo. Dove va la vita

mentre di sabbia e pioggia ricoperti,

chiediamo in elemosina una luce,

che ci consoli e ci ridoni amore.

Marisa Cossu

CANZONE

Standard

 

Capo-Nord-La-meta-dei-motociclisti-1024x768-695x521[1]

 

 

Canzone

A sera sale il vento sopra il mare

e soffia la sua musica di sale

sulle distese rive fino ai monti

dove sbiadisce il viola sul confine

e muore il giorno in un lento declino

che della vita recita la fine

nel tramontare carico di uccelli

neri e silenti come i miei pensieri.

Così volge nel tempo il mio destino

e altrove fugge l’ombra della vita

col sole che nell’acqua l’ha rapita.

 

Potesse il vento muovere le stelle,

aprire il cuore ad una luce nuova,

cantarmi dentro come primavera

e rinnovare in me quei sentimenti

di speranza e di amore sospirati,

alla notte che avanza, ai miei tormenti

chiudere il passo, vivere di luce,

quando la giovinezza reca amore

e non esiste l’ansia del domani;

presto consuma il tempo la bellezza

dei giorni lieti lascia una carezza.

 

Canzone mia, cosa sussurra il vento,

quale confine insieme varcheremo

che non sia solo immagine fittizia

ma fuoco e fiamma di parole nuove

volate dalla pagina già scritta

verso la musa che all’amore muove

come un sospiro fatto di emozioni;

forse merletto che s’increspa a riva

in anse misteriose e gorghi oscuri;

così il tempo ricama nel cammino

di nostra vita un magico destino.

 

Adesso la visione mi consola

d’essere vento e sole e come l’aria,

ritorno a sera a ricontar le stelle:

oltre i confini di una vita grama,

lascio gli affanni e le passioni vuote

in un lontano altrove che mi chiama.

Senza voltarmi indietro seguo il vento,

seguo le stelle e il sogno mi attraversa,

anche il morir del giorno si disperde

e s’apre il cuore ancora alla bellezza,

con essa già rivedo la salvezza.

Marisa Cossu

 

 

 

Confini

Standard

Kandinsky (fiume d'autunno)

Kandinsky, Fiume in autunno

Confini

 

Conosco solo il mare

che come te si versa,

vita, disteso in confini di sabbia

e gli alti monti dove cade il sole

nell’abbraccio viola del tramonto;

non so dove si perdano i confini

che lambiscono coste ed estuari,

nulla conosco del nitido apparire

delle cose banali

né della notte che le fa sparire,

solo fantasmi e fantasie notturne,

sogni e domande rivolte alla luna

sciolgono il mio pensiero;

e tu, vita, mi sfuggi,

ritorni come il sole e come il mare,

ti ripeti, m’illudi

né rechi le risposte

al mio vano sentire.

Marisa Cossu

Il silenzio genera …

Standard

image

Foto di Violeta Dajlji- Bukurie

 

 

 Il silenzio genera

l’invisibile vita delle cose

e qui nasce la danza

delle indurite forme

che nella vuota stanza,

escono dagli armadi e dalle teche

a respirare l’aria che lasciamo,

quando da casa usciamo

o mentre tutto dorme:

dai libri le parole,

dalla conchiglia l’alito del mare,

dall’orologio un battito di ciglia

e sul quadro cammina

sopra l’erba di un prato,

come se fosse vera, una bambina.

Magico vuoto pieno di parole

appena mormorate,

della mia assenza nutri un’altra vita.

Marisa Cossu

 

 

MALESSERE

Standard

klimt-morte-e-vita-1916

Klimt, Morte e vita

 

Ti vissi, vita, come una condanna,

dai miei dubbi in catene relegata,

senza sapere mai quel che mi affanna

né come il bene mi abbia abbandonata;

 

e vivo il tempo nella folle corsa

di giorni vuoti a tratti dominati

da brevi lampi e dall’acuta morsa

delle illusioni, di attimi segnati

 

dalla pena del vivere morendo,

aliena agli altri e forse anche a me stessa,

pietra di un cielo che non dà ritorno.

 

E alla volta del sole sto salendo:

solo adesso riappare la promessa

che dall’alto mi mostra il vero intorno.

Marisa Cossu

 

FUTURO

Standard

5915271_orig1

I disegni dei bambini

 

Tenera spora di una vita breve,

tu, segno dell’ignoto divenire,

il canto di una madre avverti lieve

nel nascondiglio da cui puoi sentire.

 

Tu non sai, figlio mio, che nel cammino

della dura fatica della vita,

nascerai presto e diverrai bambino

nel mondo di una guerra mai finita.

 

Vedrai la terra perdere i suoi fiori,

crescere muri d’odio e indifferenza,

ma tu, piccolo principe, resisti;

 

qualcuno vorrà spegnerti i colori,

con mano toccherai la sofferenza,

tu sei futuro e sol per questo esisti.

Marisa Cossu

Cerco te

Standard

arlecchino2006[1]

Barbara Missana, Arlequin, 2012

Tra le cose perdute

o nel lento disfarsi di una rosa,

nei tesori d’argento incatenati

al percorso del vento,

nella tenera ombra di un’immagine

che ancora colpisce l’anima,

io cerco te, mio fuoco incandescente;

tra le rovine del cuore,

nella follia che cancella la luna,

e come una colomba di Magritte,

posa il vuoto di nuvola sulla mano;

cerco te, che versi la tua assenza

nelle ore di solitudine

e mi rechi i ritorni senza fermarti

in un refolo di maestrale,

affinché io continui a cercarti

nell’incerto sogno della vita.

Marisa Cossu

Ombra

Standard

 

la-vita-segreta-dellombra-976x9611

IL segreto dell’ombra

Ombra discesa sulla breve vita

trascorri come uccello nella sera

e semini l’attesa che, sopita,

copre del mondo la pietrosa sfera.

 

 

Ma l’ombra lieve viene a darmi pace

dopo un duello duro ed infuocato,

lei mi raccoglie mentre il cuore tace

e il respiro s’acqueta rassegnato.

 

Forse sei tutto o forse solo  foglia,

una semplice pietra o quel frammento

del tempo vano che di me si spoglia,

 

un libro scritto sul far d’un bel giorno

dove parlai d’amore a te soltanto,

mia vita, ed ora so che non ritorno.

Marisa Cossu

Verità

Standard

Quadro  (allo specchio)

 

Disegnavi con le mani

le tue parole,

i pensieri volavano lievi,

come ali d’uccello

discorrevano sulle labbra

in versi brevi.

 

E sorridevi con gli occhi,

con il corpo illuminato

dall’interno splendore

della tua intima verità,

io già ombra del vissuto

abbandonato alla sera.

 

Non appariva immagine

di forme, linee o punti,

sospesi ai fili delle dita,

destavi senza voce

dal nascondiglio

del tuo essere esistito,

il desiderio di possederti

bene infinito e nudo.

 

Oh divina presenza,

all’apparire ti mostravi vera,

l’essere nell’assenza nascondevi.

Nel divenire incerto della vita,

la mia ombra sbiadiva con la sera

e a me l’avaro tempo ti rubava.

Marisa Cossu